—Buona sera, Nando—diss'ella al Sappia, che era entrato con Enrico
O'Stiary.

E intanto aveva diretta un'occhiata curiosa all'amico che stava dietro di lui un po' in disparte.

—Buona sera, Gigia—rispose il marchesino, e volgendosi tosto verso il conte, ripigliò:

—T'ho condotto il mio giovine amico, il conte O'Stiary, che farà in tua casa i primi passi al mal costume.

Enrico strinse la mano che la Luisa gli porse; e l'indispensabile vermiglio, che accompagna quasi sempre il primo passo al malcostume, si pinse sulla fronte del giovinetto.

La Luisa lo invitò a sederle accanto.

—Spero bene—cominciò dessa—che Nando le avrà detto, che qui da me sono banditi i complimenti. Dunque la metta giù il suo cappello, giacchè il mio motto è sans gêne. Ma quasi mi scordavo di presentare a questi signori; il signor Silvestro Bonaventuri aiutante di… e il signor Paganino di Genova.

I due nominati s'inchinarono. O'Stiary fece altrettanto.

—Lei è uscito da poco dal collegio, non è vero?

—Ora torna dal campo.