—Dal campo!… A proposito—disse levandosi; ma disse quell'a proposito precisamente a sproposito, giacchè ciò che stava per metter fuori non c'entrava per nulla col campo—Cominciate a fare anche voi altri il vostro dovere qui su questa lista. Vi avviso che non voglio rovinarvi però. Non accetto meno di venti franchi, ma non accetto neppure più di cento franchi.

—Così dicendo, la Luisa aveva levato da un tavolino una borsa, una lista, ed un lapis che presentò colla bocca aperta al Bonaventuri.

—Che cos'è?—domandò questi con aria un poco sorpresa.

—Ho fatto voto, che tutti quelli che i quali metteranno il piede in questa sala, dal primo all'ultimo del mese, dovranno per una volta almeno aiutarmi a fare un'opera buona. È una colletta per una povera famiglia che muore di fame.

—Volontieri—rispose il Bonaventuri.—Che cosa debbo fare?

—Scrivere su questa lista il vostro riverito nome e cognome, colla cifra che intendete di mettere in questa borsa, per la mia irresponsabilità.

E guardò con un bel sorriso in faccia a O'Stiary.

—Spero la mi permetterà di avere anch'io questo piacere di far del bene in sua collaborazione—disse Enrico traendo di tasca il portamonete.

—Veramente, per la bella prima volta!—sclamò ridendo la Luisa—è un po' da sfacciata!

—Faremo dunque il male in mezzo—fece il Bonaventuri parlando forte.—Ecco i miei cinquanta franchi.