—Ah, c'è anche un giardino incantato?—domandò la matura fanciulla spalancando gli occhi grigi.
—Incantato, per modo di dire—rispose il Cicerone—ma è tanto più incantato dopo che lo frequenta la signora Nanà, giacchè, secondo me, un luogo dove regna e dove respira, foss'anche una mezz'ora al giorno, una creatura come la signora Nanà, quello diventa per forza un luogo incantevole.
I sei occhi dei tre personaggi austriaci s'incontrarono.
Parvero dire colla loro espressione desolata, il volgare "siam fott… o regina!"
* * * * *
—Continuate—ripetè il padre.
—L'avere ricevuto così intimamente lo scolaro povero, dopo aver cacciato, senza complimenti, un principe arcimilionario, fece chiasso. Tanto più quando i giornali liberali, nemici di Aldo Rubieri, raccontarono che il supposto studente di pittura di Roma non era altro che un povero imbianchino di stanze. Allora egli fece una risposta che chiuse la bocca a tutti. Egli dimostrò come un imbianchino valga sempre più di certi giornalisti, per la ragione che questi, sporcando della carta bianca, le toglievano ogni valore commerciale; mentre quello, imbiancando pareti sporche, ridonava ad esse molto valore commerciale.
Quando poi lo scolaro andò a scusarsi d'essere stato causa involontaria della polemica, egli lo consolò dicendogli: "Lasciate scrivere. Sono i pittori invidiosi, che ispirano i cattivi giornalisti. Ma io conosco degli imbianchini che valgono molto più di quei pittori. Giacchè gli imbianchini raggiungono sempre e bene il loro scopo, che è quello di pulire e render lieti i locali, mentre certi pittori, non solo non lo raggiungono mai, ma lo tradiscono e lo deturpano, sporcando delle candide tele. Del resto, che gran differenza c'è fra un pittore e un imbianchino? La sola, veramente grande, è che il pittore adopera un pennello a manico breve e la tavolozza, mentre voi altri adoperate il pennello a manico lungo e la secchia. L'ingegno solo fa la grande distinzione; ed io, fra un imbianchino d'ingegno e un pittore asino, scelgo subito l'imbianchino.
—Parlateci ancora di questo giardino misterioso e incantato—disse la zitellona, crollando il caposorridente per le sortite del vecchio Cicerone.
—Oh, molto misterioso!—sciamò questi alzando gli occhi al cielo.—Si può dire che dopo me non vi siano a Milano che tre persone, le quali abbiano avuto la immensa fortuna di spingere lo sguardo in quel sacrario dell'arte viva.