Sotto un portichetto, lieto di verdura in un angolo, una rondine aveva costruito il suo nido e giungeva volando alla pensile capannina, nel momento che i viaggiatori si arrestavano dinanzi alla porta della casa. Spaventata nel veder tanta gente, la rondine svolazzava trissando intorno al nido quasi volesse attirare a sè tutta l'attenzione di quegli stranieri per distrarla dai suoi cari implumi.
La zitellona si fece malinconica. Forse un assalto di nostalgia l'aveva presa.
Non c'è come la rondine per ridestar nel cuore la memoria della casa lontana.
In quel punto un colpo di martello fece trasalire la Tedesca.
Il Cicerone aveva picchiato alla porta chiusa col battente di bronzo.
In una delle imposte si vedeva inchiodata una placca di terso ottone su cui stava scolpito un Rubieri, senz'altro.
Doveva bastare!
* * * * *
Il Cicerone dato il colpo si volse a' suoi compagni e disse:
—Ora ci toccherà forse di aspettare un quarto d'ora; ma guai se io rinnovassi il colpo; potremmo star qui due ore, che nessuno più verrebbe ad aprirci.