Al Francese parve di respirar un'aria tutta pregna di effluvi merovingi.
Alla zitellona sembrò di calpestar la polvere dei seguaci dell'interessante giovinetto svevo, venuto a morire in Italia sotto la mannaia di Carlo d'Angiò.
Gli Inglesi credettero sentir un bisbiglio di voci dei guerrieri di
Riccardo Cuor di Leone.
Chi non provò nulla di tutto questo, furono i due Austriaci. Non avevano l'incornatura romantica loro!
La carovana, ammirando in religioso silenzio, passò ed entrò in una seconda camera tutta parata di giallo, in stile moderno. Quelle fisonomie già pallide soffuse dal colore delle cortine e delle tappezzerie si fecero cadaveriche.
L'artista aveva il capriccio di vedere sulle linee faciali de' suoi visitatori questo effetto di tinte, non già pel gusto di trovare il genere umano più brutto di quello che esso sia realmente, ma per studiare il cambiamento di linee, di toni e di riflessi, allorchè dal giallo i visitatori passavano allo scarlatto dell'attiguo salotto.
—Si fermino qui un momento che io vado ad avvisare il maestro della loro venuta—disse Mattia il Cicerone, mentre la signora Marietta era scivolata fuori dalla camera da un uscio di fianco.
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Mattia Corvino—tale era il nome del vecchio—s'accostò ad un uscio di contro a quello per cui era entrata la comitiva, piegò l'indice della mano destra con una specie di religioso raccoglimento e colla nocca picchiò un colpetto discreto, tendendo l'orecchio.
Egli era compunto. Egli stava per comunicare coi due idoli del suo cuore, e l'atteggiamento della sua persona, pigliava un'apparenza di devozione.