—Bugiardo. Nulla non è una risposta. Rubieri ascoltatemi—diss'ella seria—se io so che voi, mi avete disobbedita non mi vedete più nè viva, nè morta, e anche la Venere resterebbe a mezzo.
—Ah questo è proprio assolutamente troppo.
—Mi promettete di non andarla a trovare?
—Ma che v'importa, Nanà, che v'importa?—domandava ansiosamente lo scultore che non giungeva ancor a spiegar a sè stesso quel fenomeno.
—Nulla, ma non voglio. È un puntiglio. Voi dovete cedere. Io non sono avvezza a non veder cedere. Sono otto giorni che noi ci conosciamo. Se non cedete nei primi otto giorni, quand'è che vorreste cominciare? Me lo promettete?
E fra sè pensava "Ces fichus d'Italiens!"
—Bene ve lo prometto—disse Aldo per troncare il diverbio.
In quella, Mattia rientrò.
—Il signor conte sindaco è in salotto che avrebbe a dirle due parole.
—Il sindaco benvenuto—sclamò Rubieri deponendo gli utensili del lavoro.—Per oggi basta Nanà. Ci rivedremo domani. Addio.