Comincia a Torno da questo lato la Pieve di Zezio superiore, la qual abbraccia pure Blevio e Brunate, e sull'altra sponda Urio, Moltrasio, Rovenna, Piazza, Cernobbio, Maslianico. Male alcuni l'appellarono Pieve di Zelbio. Non fuvvi mai alcuna terra col nome Zesio, ma questo è un vocabol corrotto della voce ecclesia. I Canonici della Chiesa maggiore eran ne' vecchi secoli i parrochi di tutti questi distretti. Essi al presente in certi giorni fissi si recano a quelle Chiese in contrassegno dell'antica prerogativa; pure questo diritto delle stazioni soffre ora le controversie mercè l'umana inquietudine contro vetuste giurisdizioni.[78]

Ora noi voghiamo in quella parte di acque, che il prospetto ne offre di tanti edifizj, che adornano il Borgo Vico, ma pieghiamoci a manca radendo il lido, dove piomba sovra lunghissime erbe il Toé, picciol ruscello talvolta secco, che dal monte mettesi tenebroso al sasso, d'onde cade precipitevole. Già ne alletta il guardo Perlasca, ma il nome non ne inganni. Altre volte Perlasca era terra per la nobiltà de' suoi abitatori e la eleganza degli edifizj assai celebre. Se ne veggono tuttor le ruine in parte, e sofferse quella la fortuna medesima, che Torno. Ora coll'appellazione stessa stassi al lido la villa de' Conti Tanzi. Appartenevan anticamente le di lor case alla pontifizia famiglia Odescalchi, e corre anzi voce, che in una di quelle nascesse Innocenzo XI[79]; ma io so, che fu battezzato in S. Benedetto di Como nel 1611, come il dimostrano i libri del parroco a pagina 70.

La villa dei Tanzi fu onorata da Leopoldo II, il qual fermovvisi a pranzo nel 1791. Perlasca o Villa Tanzi L'allegria e il gusto dei giardini v'attirano i curiosi. Avvi senza stento una idea delle vaghezze Inglesi e Cinesi. Spuntan dagli scogli gli aloè, e varj arbusti americani. I mirti e i leandri non vi temono il freddo. Vi si forzò anche la natura, e la scabbra spalla del monte riformossi a leggiadro viale, che cinto di ben vegnenti alberi producesi fin quasi a Torno. Qua e là si nudarono a bella posta i macigni della terra, che v'era. Per lo contrario dall'altro lato hannovi orti più larghi, e v'ha pensiero d'estenderli fin verso allo scoglio, da cui scopresi Blevio.[80]

Blevio dividesi in sette gruppi di case, Blevio onde corre il proverbio delle sette città. Vi manca pianura, ma non vi mancan vigne. Guardano però il sol cadente, onde i vini son piccioli. Vive in Vienna nativo di questa terra l'Artaria, che ha commercio grande di tipografia, di musica e di stampe in rame. Presso Blevio pure soggiorna talora in un suo ameno casino da lui detto facetamente Versaglia Pasqual Ricci maestro di cappella in Como, ed uomo noto a' filarmonici.[81]

Ma da Blevio poi succedono scogli sino a Geno. Geno La fontana magna e il tugurio detto il Mirabello non meritano il nome, di cui godono. Voglion bensì menzione da noi i bei giardini, che circondano l'agiata abitazion recente della marchesa Cristina Menafoglio Ghilini. Comperò ella, mentre il Luogo pio stavasi sotto al regime d'un sol amministrator regio, nel 1790 que' fondi e quelle case dall'Ospedal di Como, le quali serviron già per ricovero agli appestati e per lazzaretto, e denominavansi S. Clemente di Zeno, ove pria ancora v'era un chiostro d'Umiliate. Quando v'edificò la Marchesa, dovettesi toccar anche la chiesuccia, e si scoperse allora una lapide con triplice iscrizione. Quindi vi si sospettò antica villa e sepolcreto d'illustri Romani. Ma questi epitafi son cosa cristiana sotto il Consolato di Flavio Cecina Basilio, il qual acadde nel 463 dell'era nostra. Il sig. Don Antonio dei Marchesi Andreoli ebbe la bontà di ricopiarmeli con una penna diligentissima e sono i seguenti:

HIC REQVIESCIT A.....

GRATA DEO PVELLA QVÆ VIXIT

IN SECVLO. ANN. PL. M. LV.

HIC REQVIESCIT. PRINCIPIVS

QVI VIXIT IN SECVLO ANN. PL. M. III.