[185]. Wallon, Hist. de l’esclavage dans l’antiquité, I, 129 sgg.; Jannet, Les institutions sociales et le droit civil à Sparte, Paris, 1893, p. 15; Fustel de Coulanges, Nouv. recherches sur quelques problèmes d’histoire, Paris, 1891, pp. 47-51; Guiraud, La propr. fonç. en Grèce, pp. 408 sgg.; Ch. Lecrivain, Hélotes, in Daremberg et Saglio, Dictionnaire d’antiquités classiques; Dareste; Haussoulier; Reinach, Inscriptions juridiques etc., Paris, 1892, II, XI, § 5 (p. 182).
[186]. De re rustica, 1, 7.
[187]. Cfr. De Lavaleye, La Néerlandie, Paris, 1865, pp. 129 sgg.; De Lavergne, Essai sur l’économie rurale de l’Angleterre, de l’Écosse et de l’Irlande, Paris, 1863, pp. 126 sgg.
[188]. Cfr. l’Appendice in fondo al presente libro.
[189]. Le informazioni degli antichi sono in proposito contradittorie (Plut., Sol., 13; Hesych., Ἑκτήμοροι; Plat., Eutiphr., 4 C); Aristotele, che poteva essere la nostra fonte più notevole, ci lascia in una completa incertezza (Athen. Resp., 2). I moderni hanno voluto colmare la lacuna o sforzando l’etimologia della parola, pur riuscendo a conclusioni contradittorie (chi ha interpretato la denominazione Ἑκτήμορος come riferibile a gente che versasse 1⁄6 del ricavato del suolo, e chi, a gente che ne trattenesse appunto la sesta parte), o arzigogolando intorno agli opposti elementi fornitici dagli antichi, o invocando l’aiuto di qualche analogia d’altri tempi. Anche per quest’ultima via era impossibile giungere a conclusioni sicure. Le analogie sono della più disparata natura. Basta, pel mondo antico, confrontare i patti, di cui ci informano la Genesi (47, 19-24), le leggi imperiali sui latifondi africani (cfr. Beaudouin, in Nouv. Revue hist. de droit. français etc., 1898, 65 sgg.), i dati dei papiri greco-egizi (cfr. E. Costa, in Bullett. Ist. diritto romano, 1902 (1901), p. 55 e passim; Idem, Storia del diritto romano, Torino, Bocca, 1911, pp. 392-393, n. 3), e, pel mondo moderno, scorrere una serie di esemplificazioni alquanto diffusa, ma tutt’altro che completa: quella, ad es., di G. Roscher, nella sua Économie politique rurale (trad. fr.), Paris, Guillaumin, 1888, pp. 233 sgg. Per poter decidere occorrerebbe sapere se gli Ectemoroi pagavano una quotaparte su tutta la raccolta, o la quotaparte di ciò che ne restava, dedotti i prodotti necessari al loro sostentamento, di che abbiamo esempi nel mondo moderno e in quello antico; occorrerebbe sapere che cosa di proprio (strumenti, sementi, ingrassi ecc.) essi mettessero nella coltivazione del suolo, ecc. A seconda di queste differentissime condizioni, muta naturalmente anche il valore da assegnare all’obbligo dei 5⁄6 o del 1⁄6, che gli ectemoroi avrebbero dovuto fornire ai loro padroni. Sul disputato argomento cfr. Fustel de Coulanges, Cité antique (6ª ed.), 312 sgg.; Idem, Attica Respublica, I, pp. 534-35 e nn. 14, 16 (in Daremberg et Saglio, op. cit.); Guiraud, op. cit., pp. 421-23; Beauchet, op. cit., II, pp. 529 sgg.; Th. Gomperz, Die Schrift vom Staatswesen d. Athener, Wien, Hölder, pp. 45 sgg.; G. Niccolini, in Riv. stor. ant., 1903, pp. 673 sgg.; Caillemer, Hectemoroi, in Daremberg et Saglio, Dictionn. d’ant. class.; Swoboda, Hect., in Pauly-Wissowa, Realencyclopädie d. class. Altertumswissenschaft. G. De Sanctis (Storia della Rep. aten., Torino, Bocca, 1912, pp. 196-97) segue una sua personalissima ipotesi, concependo gli ectemoroi quali debitori al 16,66%.
[190]. Posidon., in Athen., 6, 84, p. 263 D.-C. L’obbligazione non significa soltanto, come s’è creduto, che i Mariandini erano tenuti a fornire ai loro signori una quotaparte dei prodotti del suolo, ma, precisamente, che i bisogni del suolo e la volontà del padrone avrebbero, volta per volta, indicato la misura degli obblighi di quelli. Un esempio analogo è nel medievale Polittico di San Germano (cfr. Fustel de Coulanges, L’alleu et le dom. rur., p. 412 e n. 7).
[191]. Roscher, op. cit., 235. Nell’antichità l’osservazione fu fatta da Plinio il giovane (Ep., 9, 37, 2) e ne fu tenuto conto nei contratti agrari dell’epoca (cfr. Dareste; Haussoulier; Reinach, Inscriptions juridiques grecques, II, p. 238 XIII bis, §§ 2-3). Su questo punto vedi la nostra Appendice citata.
[192]. Cod. Iust., II, 48 (47), 5; cfr. Schulten, op. cit., pp. 459, 460, 464 e G. Luzzatto, I servi nelle grandi proprietà ecclesiastiche ecc., Pisa, 1905, App. II e III con le corrispondenti illustrazioni nel testo.
[193]. Agriculture, in Dictionnaire d’écon. polit. di Coquelin et Guillaumin (Paris, 1873), I, pp. 37 sgg. Cfr. anche A. Smith, Ricchezza delle nazioni, 267, e Roscher, op. cit., 238-239 e 238, n. 1; 239, n. 1.
[194]. Smith, op. cit., p. 267. Cfr. Savigny, Röm. Steuerverfassung unter d. Kaisern, in Vermischte Schriften, II, 1850, p. 173.