[375]. Thuc., II, 2, 4; III, 61, 2; 65, 2; 66, 1.
[376]. Arrian., Anabas., 1, 8, 8.
[377]. Thuc., 3, 68, 1 sgg.
[378]. Id., 4, 133, 1; Xen., Hell., 6, 3, 1; Diod., 15, 46, 6.
[379]. Isocr., Plat., 8; Diod., 15, 79, 3-6; Paus., 9, 15, 2.
[380]. Isocr., Plat., 18-19.
[381]. Diod., 11, 81, 2-3; Isocr., Plat., 31.
[382]. Cfr. Grote, op. cit., XV, 115-16. Sulla storia della Confederazione beotica, cfr. Freeman, History of federal gouvern., London, 1893, 120 sgg.
[383]. Quest’ultima violazione reca la complicità dello stesso Epaminonda. «Voi» — aveva egli risposto ad una ambasceria di Arcadi — «avete concluso la pace senza consultarci.... Ebbene, sappiate che noi verremo tosto in Arcadia e vi combatteremo insieme coi nostri amici» (Xen., Hell., 7, 4, 40). E gli altri, colpiti da tanta minaccia riassumevano il criterio direttivo dell’imperialismo tebano nel querulo gemito, in cui solo era dato esplicare la vana protesta: «A quale scopo i Tebani vogliono venire nel nostro Paese, mentre noi non li sollecitiamo?» «A quale scopo, se non per iscatenarci gli uni contro gli altri affinchè ambedue le parti abbiano bisogno di loro?» «A quale scopo, se non per danneggiarci?» (Xen., op. cit., 7, 5, 1-2).
[384]. Isocr., Archid., 64-68.