[395]. Freeman, op. cit., 149 sgg.
[396]. Oxy. P., V, 842, col. XII, 12-13.
[397]. Oxy. P., V, 842, col. XII, 15-17 e note a p. 227. Cfr. Peyron, Dei governi federali della Grecia (in Atti della R. Accad. delle Scienze di Torino, Serie 2ª, XVIII), § 2; Freeman, op. cit., 126.
[398]. Cfr. Oxy. P., V, pp. 227-23 e fonti ivi cit.
[399]. Oxy. P., V, 842, col. XII, 12-14 e nota di pp. 226-27.
[400]. Freeman, op. cit., 155; 161.
[401]. Secondo il Busolt (Die Lacedaimonier und ihre Bundesgenossen, pp. 67 sgg.), si tratterebbe senza meno di intere popolazioni ridotte allo stato di perieche; di altre, destituite dei fondamentali diritti politici; di altre, infine, precipitate in piena servitù della gleba. Quello strumento di tirannia, che per Atene fu il potere giudiziario sugli alleati, sarebbe stato improntato, oltre che a Tebe, ad Elide e ad Argo (cfr. Böckh, op. cit., 1, 478).
[402]. Cfr. Busolt, loc. cit.
[403]. Pol., 2, 37, 7 sgg. Il Freeman (op. cit., 4-5) la definisce l’incarnazione del perfetto regime federale; cfr. H. Swoboda, in Klio, 1912, pp. 17 sgg.
[404]. Pol., 2, 58, 5 sgg.; Plut., Arat., 36, 1; 39, 1; 45, 3.