Note al capitolo terzo.
[292]. Su questa fase della politica romana cfr. G. Ferrero e C. Barbagallo, Roma antica, Firenze, Le Monnier, 1921, I, cap. XI.
[293]. Questa trasformazione dell’economia sociale romana, cui risponde una parallela rivoluzione spirituale in senso imperialistico, è stata per primo ed egregiamente messa in luce da G. Ferrero nel vol. I della sua Grandezza e decadenza dei Romani (Milano, Treves), di che la maggior parte dei suoi critici non si accorse. Il lettore può confrontare anche G. Ferrero e C. Barbagallo, op. cit., cap. X.
[294]. Pol., 6, 17: «.... Tutte queste cose sono esercitate dal popolo e, per dir così, tutti sono legati ai guadagni e agli affari che ne derivano: alcuni geriscono per proprio conto le concessioni; altri stanno in società con costoro; altri garantiscono per i concessionari; altri, a nome di questi, impegnano, in concessioni e intraprese pubbliche, le loro sostanze....».
[295]. Cfr. Caes., De bello civ., 3, 3, 1-2; 5, 1-2; Lucan., Phars., 3, vv. 181 sgg.
[296]. Dio. Cass., 48, 39, 2.
[297]. Plut., Anton., 62, 1.
[298]. Id., op. cit., 68, 4.
[299]. Cic., Ad fam., 5, 20, 9.
[300]. Ciccotti E., Il processo di Verre, Milano, 1895, pp. 231 sgg. e J. Carcopino, La loi de Hiéron et les Romains, Paris, De Boccard, 1919, pp. 283 e passim.