[651]. Aug. Confess. 5, 8, 14: quietius studere adulescentes et ordinatiore disciplinae coercitione sedari.
[652]. Cod. th. 13, 3, 10.
[653]. Cod. th. 13, 4, 4. Il testo dà picturae professores. Tale epiteto non basterebbe a designare dei maestri. Ma la legge è richiamata in un’altra di Teodosio II. (Cod. th. 13, 3, 18; cfr. C. I. 12, 40, 8), rubricata sotto il titolo de professoribus, che questa volta sono realmente insegnanti pubblici e privati.
[654]. Era un’imposta che gravava sui mercanti.
[655]. Amm. Marc. 30, 9, 4.
[656]. Mommsen, Röm. Strafrecht, Leipzig, 1899, 249-250.
[657]. Questa è la più probabile interpretazione della seconda tra le clausole da noi enumerate della legge di Valentiniano. Essa dette luogo a un’interessante discussione tra il Savigny (Römische Steuerverfassung unter d. Kaisern in Verm. Schriften, II, 83-84) e lo Zachariak von Liedenthal (Zur Gesch. d. röm. Steuerwesen in d. Kaiserzeit, estr. dalle Mémoires de l’Académie imper. des sciences de S. Pétersbourg, 1863, pp. 5 sgg). Cfr. anche Platon, o. c. 95 sgg.
[658]. Cod. th. 13. 4, 1; 2.
[659]. Orat. 9, p. 123 b.
[660]. Cod. th. 14, 9, 2.