32. Medicina. — Nei secoli XVII-XVIII la scienza medica è dominata e impacciata da alcuni preconcetti di carattere filosofico. Il più famoso è quello dell’esistenza di una forza vitale, di un zoogeno, come altri la definiva, che determinerebbe tutti i fenomeni della vita. In corrispondenza le malattie dipenderebbero da un qualche cosa — da un quid — perturbatore di questa forza vitale.
La sede di questo ente perturbatore è ora, da taluni scienziati, collocata nel sangue, focolare di tutte le malattie (così la scuola umorale); da altri, nei nervi (così la scuola solidale). Altri, invece, pensa che le malattie dipendano da un difetto di energia vitale, ed altri ancora, che presto divennero moltissimi, da un eccesso di questa forza onde il noto uso ed abuso dei salassi.
Ma, accanto a questa metafisica medica, non mai cimentata alla prova, si ha una vera e propria scienza, tanto più progredita, in quanto su di essa influiscono potentemente le scoperte di tutte le altre scienze.
Appunto perciò i secoli XVII e XVIII sono pieni di scoperte mediche di prim’ordine. Il fisiologo Hancey (1578-1658) scopre il meccanismo della circolazione del sangue. In Francia, il grande Cartesio, fisiologo, oltre che filosofo, matematico, fisico, diffonde la importantissima dottrina delle cellule, componenti elementari degli organismi animali e delle loro funzioni. Si comincia a fondare l’anatomia microscopica, ossia lo studio microscopico del corpo umano. Lazzaro Spallanzani (1728-99) scopre i corpuscoli bianchi del sangue, il funzionamento della digestione e della respirazione. Il Galvani (1737-98) (vedemmo) scopre e comincia a studiare l’elettricità animale, fondando così la elettrofisiologia e la elettroterapia. L’anatomia del sistema nervoso è ora approfondita, e lo Scarpa (1752-1832) ritrova i nervi del cuore, dell’udito, dell’olfatto; il Cotugno, il nervo nasale-palatino. Gli organi della vista e dell’udito sono investigati a fondo con il microscopio e con altri mezzi.
I procedimenti della chirurgia acquistano imponenza ed importanza. I medici delle grandi monarchie europee, specie di quella francese, compiono operazioni impressionanti. E le accademie scientifiche europee ne diffondono la cognizione.
La filosofia materialistica del sec. XVIII, fatta popolare dagli Enciclopedisti francesi, inculca il concetto che l’uomo sia niente altro che una macchina organica, dominata da mere leggi fisiche. Vera o falsa codesta concezione, essa contribuisce potentemente al progresso della medicina. L’affermazione più eretica, e che contradiceva a credenza di secoli, fu quella, formulata anche dal nostro Chiarugi (1758-1820): la pazzia essere una malattia a base somatica (corporea), come tutte le altre.
33. Zoologia e botanica: A). Secolo XVII. — I libri di scienze naturali del sec. XVII sono ricchi di relazioni sulla fauna e sulla flora del Nuovo Continente. Anche il vecchio mondo, data la grande quantità di viaggiatori, esploratori, missionari, è meglio conosciuto. L’olandese Marcgrave scrive perciò la Storia naturale del Brasile (1648); l’olandese Bontius (Giacomo de Bondt) informa sulla fauna di Giava (1631). Queste, come altre opere del tempo, possono essere ancor oggi consultate con utilità. Tuttavia, presso gli zoologi del sec. XVII, lo spirito di osservazione non supera gran fatto l’abito delle compilazioni vecchio stile. Presso i botanici si nota uno sforzo crescente verso tentativi di classificazioni più scientifiche. Si fissa chiaramente il concetto di specie, determinato dalla costanza della forma e dalla infecondità, in seguito all’incrocio con altre specie. E degna di ricordo è una classificazione di G. Pitton de Tournefort (1656-1708), che durò fino a Linneo.
Nuovo impulso alle scienze naturali viene dalla invenzione del microscopio, il che accade verso la fine del secolo. Allora il Leeuwenhoek (1632-1723) scopre gli infusori, inaugurando così la scienza dell’innumere regno dei microrganismi, e, con lo stesso mezzo, verso lo stesso tempo, si comincia a tentar di spiegare il modo di fecondazione e riproduzione delle piante, a distinguerne i sessi, a penetrare nel mistero della circolazione della linfa, della nutrizione, della respirazione delle piante. Si scopre la composizione cellulare dei vegetali. Nasce, cioè, quella che ora si dice la fisiologia delle piante.