2º È stato stabilito esattamente l’aumento secolare di velocità (5"-6") della luna, che anche Halley e Laplace avevano notato e tentato calcolare. Quale la causa? L’astronomo Delaunay (1865) suppose che si trattasse di un’apparente accrescimento di velocità della luna, ma che in realtà fosse la Terra a rallentare il suo cammino per l’attrito delle maree, ossia per le influenze, che le maree dell’Oceano eserciterebbero sulla rotazione terrestre, per cui il giorno si allungherebbe di 1⁄10 di secondo ogni 10 000 anni. Ma non è che una ipotesi.

3º La stessa azione delle maree allungherebbe la distanza fra il sole e la Terra, tra la Terra e la luna. Questi due corpi, anzi, si suppone, sarebbero un tempo stati vicinissimi, e la luna avrebbe ruotato intorno alla Terra nell’identica durata di tempo in cui la Terra ruotava intorno al suo asse: i due corpi, anzi, si sarebbero mossi, come se fossero stati congiunti l’uno all’altro.

4º Nel 1843-46 venivano scoperti, e non già per osservazione, ma per calcoli condotti a termine dagli astronomi gravitazionali — Adams e Leverrier — il pianeta Nettuno, la sua posizione e la sua orbita, che disturbavano i movimenti di Urano. Solo più tardi il pianeta fu segnalato dall’astronomia descrittiva, e precisamente dall’Osservatorio di Berlino.

Ed ecco ora le principali conquiste dell’astronomia descrittiva:

1º Sono state scoperte parecchie centinaia di piccoli pianeti (asteroidi), specie tra Marte e Giove, alcuni con orbite grandemente inclinate sull’eclittica ed assai eccentriche, somiglianti, perciò, più a quelle di comete che di pianeti o stelle fisse.

2º Insieme con gli asteroidi, sono stati scoperti numerosi satelliti dei varii pianeti, tra cui altri cinque di Giove, oltre i primi quattro scoperti dal Galilei. Taluni di essi hanno particolarità singolari. Un satellite di Marte ha una rivoluzione più veloce della rotazione di quella del suo pianeta, sicchè gli ipotetici abitanti di Marte dovrebbero vederlo levarsi a occidente e tramontare a oriente. Ma più strano è il caso del satellite di Nettuno, che (come quelli di Urano) ruota intorno al suo pianeta da est a ovest.

3º Sono stati studiati minutamente, fino ai limiti del possibile, le superficie dei pianeti e dei satelliti. Noi conosciamo i monti, i crateri della luna, la loro altitudine, e sappiamo che la luna non ha acqua e, forse, neanche atmosfera.

È stato studiato Giove, il gigante dei pianeti del nostro sistema solare, e si è potuto determinare che esso ha una densità pari ad appena 1⁄4 di quella della Terra, poco maggiore dell’acqua, e che perciò si trova in uno stadio che potrebbe dirsi pastoso.

Grazie alle osservazioni dell’astronomo italiano Giov. Virginio Schiaparelli, noi adesso conosciamo bene la superficie di Marte, il più vicino (a noi) dei grandi pianeti, con le sue macchie, che sono state talora interpretate per acqua e terra, con le sue grandi linee, scure e parallele, denominate canali, e inesplicabili. Sappiamo che gli anelli di Saturno non sono corpi (solidi o liquidi) continui, ma corpuscoli solidi rotanti intorno al pianeta.

4º Lo studio del sole, della sua composizione è progredito enormemente, grazie, dicevamo, alla analisi spettrale, ossia all’analisi della sua luce mediante lo spettroscopio, con il quale gli astronomi analizzano lo spettro[86] prodotto dai raggi di una sorgente luminosa. Noi conosciamo con questo mezzo le caratteristiche della luce emanata da un solido o un liquido o un gas (a piccola o ad alta pressione), o che attraversa un gas. E abbiamo perciò potuto concludere che lo spettro solare dimostra che la luce del sole proviene da un corpo a temperatura, elevatissima incandescente (solido o liquido, o da un gas ad alta pressione), e che ha attraversati gas più freddi, esistenti nell’atmosfera solare. Nel sole ci sarebbero ben 30 o 40 metalli: sodio, ferro, idrogeno, carbonio ecc. allo stato di vapore. La luce irradia specialmente dalle parti esterne, le più fredde, e la temperatura crescerebbe andando dall’esterno verso l’interno. Anche la densità del sole sarebbe pari ad appena 1⁄4 di quella terrestre.