[42]. Benchè abbia scritto in greco, Eliano era di Preneste; egli è quindi un Italico, anzi un latino.

[43]. Il nome esatto era veramente Megàle Syntáxis (Grande Compendio).

[44]. Un’eclisse di luna è prodotta dall’ombra della terra, che intercetta i raggi solari. La forma circolare dell’orlo dell’ombra, come si disegna sulla faccia della luna, durante l’eclisse, prova che la forma della terra deve essere sferica.

[45]. Sull’algebra degli Indi, cfr. § 4.

[46]. La filosofia ufficiale delle scuole del tempo.

[47]. Di questi Califfi va menzionato, almeno, Harun al Raschid (786-809), ch’è uno dei personaggi delle novelle arabe, Mille e una notte.

[48]. Sappiamo in modo positivo che, nel sec. VIII, fu tradotta in arabo una importantissima opera astronomico-matematica indiana del sec. IV o V: il Surya-siddhanta (Scienza del Sole).

[49]. Chi vuole persuadersi della prodigiosa semplificazione arrecata all’aritmetica dalle cifre arabe, può eseguire con numeri romani e con numeri arabi la semplicissima operazione di moltiplicare per se stesso un numero, per es. 1898 (MDCCCXCVIII).

[50]. Della matematica araba noi conserviamo anche traccia in alcune denominazioni, di cui ormai abbiamo scordato l’origine. Il nome dello zero è derivato dall’arabo (as-sifir = vuoto); e la stessa origine ha la parola cifra che in alcuni vecchi trattati matematici significava (come oggi, in inglese, cipher) lo zero.

[51]. Dell’astronomia araba noi abbiamo ereditato, oltre ai nomi di talune costellazioni (Adebaran, Vega ecc.), alcuni termini assai comuni: zenit, nadir (il punto della sfera celeste opposto allo zenit), almanacco, ecc.