[52]. Del IX o X sec., da non confondersi col Pseudo-Gebar latino del sec. XIII. Il nome completo di questo dotto è Abu Abdallah Gebar ben Hagyân ben Abdallah al-kufi.

[53]. Ecco una ricetta per fabbricare la pietra filosofale, a fine di trasformare i metalli in mercurio: «Di parecchie cose prendi 2, 3 e 3, 1; 1 e 3 fa 4; 3, 2 e 1. Fra 4 e 3 vi è 1; 3 da 4 fa 1; poi 1 e 1, 3 e 4; 1 da 3 fa 2. Fra 2 e 3 vi è 1. 1, 1, 1, e 1, 2, 2 e 1, 1 e 1 a 2. Allora 1 è 1. Ho detto tutto...».

[54]. Si trattò, molte volte di semplici riconoscimenti ufficiali a scuole di fondazione privata.

[55]. La parola algoritmi o algorismi è semplicemente il nome di un grande matematico arabo (Maometto al Hovarezmi); ma per un singolare equivoco fu più tardi adoperata come derivante da un algorismus (aritmetica), e liber algorismi venne interpretato come libro di aritmetica...

[56]. Da non confondersi con Francesco Bacone contemporaneo del Galilei, di cui diremo al § 26.

[57]. Uno di questi orologi a suoneria funzionò a Douvres dal 1348 al 1872!

[58]. Il fisico G. Cardano, ch’è del sec. XVI, non ha nulla a vedere con questa invenzione.

[59]. L’inventore della polvere da cannone sarebbe stato, secondo l’opinione volgare, Ruggero Bacone. Ma in verità, la sua polvere non era che una varietà del fuoco greco, conosciuto da grandissimo tempo, fors’anco, da Indiani e da Cinesi.

[60]. È la traduzione latina del nome della sua città natale: Königsberg.

[61]. Il classico problema della quadratura del circolo, su cui per secoli i matematici si sono affaticati, è il problema di costrurre con la riga e il compasso un quadrato equivalente a un circolo o una retta di lunghezza eguale a una circonferenza. Il problema è resolubile solo approssimativamente, come approssimativo è il rapporto di una circonferenza al suo diametro.