[(304)] Abbiamo fedelmente tradotto il brano dell'autore da noi citato; se in esso si riscontrano delle oscurità e delle lacune, non voglia il cortese lettore farne colpa al traduttore, il quale può dire, con serena coscienza, Quod potui dedi, convinto del resto che ciò che ha dato è sufficiente a confortare le sue asserzioni.

[(305)] Veggasi in particolare il Temps del 24 giugno 1869, dove si trovano degli estratti del rapporto di Mgr. Platone, metropolitano di Mosca, all'imperatore Alessandro.

[(306)] Gli Skoptsi, setta religiosa russa, fondata, a quanto sembra, da Selivanoff, uno dei tanti impostori che nel secolo scorso si spacciarono per l'imperatore Pietro III; trae la sua origine da una inesatta interpretazione del versetto del Vangelo di s. Matteo: (xix, 12) “Perciocchè vi sono degli Eunuchi i quali sono nati così dal ventre della madre; e vi sono degli eunuchi, i quali sono stati fatti eunuchi dagli uomini; e vi sono degli eunuchi, i quali si sono fatti eunuchi loro stessi, per lo regno de' cieli. Chi può esser capace di queste cose sialo.

Il Leroy Beaulieu consacra a questi Skoptsi varie pagine del suo studio L'Empire des Tsars et les Russes (Revue des Deux Mondes, 1875, vol. 3, pag. 600 e seguenti). Egli però non fa parola di questo orribile addebito ed anzi scrive: “Leurs réunions sont innocentes, on y chante des chastes cantiques, et un mouton blanc ou un pain de blanche farine (Kalatch) y sert à la communion.” I Khlysty, o flagellanti, sembra abbiano avuto origine verso la metà del xvii secolo. A proposito di essi e dei skakonnys, o saltatori, che ne sarebbero una emanazione, il Leroy Beaulieu (loc. cit.) scrive: “A en croire leurs adversaires orthodoxes, des sacrifices humains et une sort de cannibalisme sacré se seraient ainsi rencontrés chez des sectaires de la Russie moderne. Chez les uns c'était un enfant nouveau-né, l'enfant d'une fille non mariée qu'on égorgeait après le baptême, et dont le sang et le cœur mêlés à du miel tenaient lieu d'eucharistie et du sang de l'agneau de Dieu (Mgr. Philarète, [Istoria Rousskoi tserkvg]). Chez d'autres . . . . . . De telles pratiques sanglantes . . . . . signalées il y a mille ans par les annales de Nestor chez les païens de la Russie, se seraient retrouvées de nos jours chez des tribus finnoises de l'empire. On est d'autant plus tenté de croire à l'exagération ou aux fantastiques illusions des récits de ce genre que le paysan russe est naturellement plus doux.”

Fin qui l'illustre economista francese; dal canto nostro, senza dare in proposito nessun giudizio, osserviamo, che la pretesa mitezza del contadino russo ci sembra divenir ferocia sotto l'impero del misticismo religioso cui è grandemente inclinato. Chi non ricorda infatti i delitti di coloro che si mutilavano da sè e dei stranniki (che fanno un atto meritorio dell'assassinio di un eretico), e chi non sa i vani sforzi della polizia per venire a capo dei Bezpopotzi di Jaroslaw (che uccidono i neonati)?

Mentre stiamo correggendo le bozze di questo capitolo, giugno 1884, i giornali politici ci recano la seguente notizia che infirmerebbe alquanto l'asserto del Leroy-Beaulieu: “Telegrafano da Pietroburgo alla France essere stata scoperta in Crimea una nuova setta religiosa, estremamente sanguinaria, il cui dogma è il culto di San Agostino e di Sant'Elena. I credenti di simile setta si obbligano ad uccidere tutti coloro che si rifiutassero di abbracciare la loro religione. Questi fanatici hanno già assassinato gran numero di contadini.”