Maimonide, il massimo fra gli scrittori ebrei, è l'autore di una lettera ai Rabbini di Marsiglia, in cui demolisce le basi dell'astrologia giudiziaria, lettera che fu approvata da due papi: Sisto V ed Urbano VII (Const. XVII. Bullarii t. ii).

La ripugnanza degli Ebrei per le arti magiche ci è poi confermata dal seguente brano del Modena, (op. cit., p. v, c. ii, pag. 113). . . . . .“Il dar fede ad ogni qual si sia sorte di Auguri alla giuditiaria, tutti sortilegii, Geomantia, Chiromantia et ogni simile divinatione hanno per grave peccato.

Et molto più operar qualsivoglia Negromantia, Magia, Prestigii, Theorgia, scongiuri di demoni o d'angioli, cercar responsii da morti et ogni cosa di queste espresse e comprese dal Deut. xviii, 10, 13.”

Non ci si dica che gli Ebrei seguaci della Cabala poterono consacrarsi alla Magia, perchè le dottrine cabalistiche, da cui non fu alieno neppure san Gerolamo, (Hieron., Ep. 155, ad Paulam Urbicam, pag. 1307 e 1308. Basnage, op. cit., lib. iii, cap. 24, pag. 1016, 1017), non hanno niente di comune colla magia. Dopo ciò, se fosse provato che qualche ebreo ha ucciso un fanciullo cristiano per adoperare il suo sangue in operazioni magiche, l'autore di tale nequizia non potrebbe considerarsi che come apostata dalla propria religione, nè più nè meno di quello che siano a considerarsi apostati dal Cristianesimo tutti coloro che ad arti magiche, ed a sortilegi si consacrarono.

[(311)] “Depuis près de deux mille ans cette misérable Nation est eparse sur la terre, elle en est l'excrément, la malédiction, la raclure, elle gémit dans une longue et cruelle captivité” (Jurieu, L'accomplissement des Prophéties, t. 3, 12. Rotterdam, 1690, pag. 205).

[(312)] De Rossi, Dizionario storico degli autori ebrei, a. v.

[(313)] vii, 17, 20; xii, 7, 22, 23.