I primi capitoli di questo mio, qualsiasi, lavoro erano già licenziati alle stampe, allorquando, ricercando nella Civiltà Cattolica i documenti che sapevo esservi stati pubblicati sul preteso uso del sangue cristiano nei riti ebraici, mi accorsi che il coscienzioso indagatore di quei documenti li aveva fatti precedere da alcune sue articole sulle qualità generali degli Ebrei.
All'articolaio suo non risponderei; chè quelle articole non meriterebbero proprio che io sprecassi attorno ad esse tempo ed inchiostro; ma rivolgo la mia risposta alla Signoria Vostra Preclara, perocchè quelle articole non hanno, agli occhi di ogni uomo spassionato, altro valore, da quello infuori che ad esse deriva dall'essere state accolte in un periodico tanto importante, quale è quello, diretto da V. S. Chiarissima.
Io non so quanto siavi di vero nella comune credenza, che asserisce, la Civiltà Cattolica essere l'organo di quella Compagnia, che nei secoli scorsi ha dato all'Italia, nel Padre Lana Terzi, il divinatore delle maggiori scoperte, per cui vada orgoglioso il secolo nostro, e che, nell'età, nostra, ci diede quel Padre Secchi il cui nome, la cui memoria ut sidera fulgent.
Ma appartenga Ella, o meno, alla dotta Compagnia, di una cosa io sono sicurissimo, che cioè Ella risente per essa la maggior stima, e considera le persecuzioni delle quali fu, è, e, pur troppo, sarà, vittima, da una parte, come una prova della malvagità dei tempi, dall'altra, come una grazia specialissima del Signore che vuole, con triboli e persecuzioni immeritate, sperimentare la fedeltà di quei devoti Suoi servi.
Ora, vorrebbe Ella dirmi, riveritissimo signor mio, qual cuore sarebbe il suo se un giorno, aprendo qualche giornale, e non ne mancano, nemico di quella Compagnia, le accadesse di leggervi le seguenti pagine?
“Assurdo è il supporre che i varî popoli si siano data la voce e la parola d'ordine, di odiare, disprezzare e perseguitare così, senza scopo nè perchè, un ordine speciale. Dunque bisogna ammettere in quest'ordine speciale una causa a lui inerente, insita e quasi connaturata, che sempre mostra i suoi effetti ed eccita sempre l'odio, il disprezzo e la persecuzione non evitabile, nè di fatto mai evitata, in pressochè un secolo e mezzo. La qual causa consiste nel suo odio teorico e pratico contro il genere umano non gesuita. E la causa di quest'odio dove si trova? Ossia, come si forma così e si educa l'indole e la natura gesuitica a quest'odio teorico e pratico contro il genere umano? Non per fermo colla legge morale ed educazione religiosa semplicemente cattolica, qual è rivelata da Dio nell'antico e nel nuovo Testamento. Resta dunque, che la Compagnia di Gesù, si sia foggiata una legge, una morale ed un'educazione religiosa novella e non cristiana, che seco si porta in tutti i paesi dove si va ad abitare, e che mai non ha abbandonata per tanti anni, ed anzi andò sempre più perfezionando, ossia corrompendo in teoria ed in pratica, ottenendo così da tutti i popoli e da tutti i tempi quel ricambio di odio, di disprezzo e di persecuzione che essa ha giurato e praticato sempre contro tutti i popoli ed in tutti i tempi. Or questo impasto di veleno, di odio, di immoralità e di empietà che forma ora la regola e la morale, se non sempre pratica, almeno sempre certamente teorica, della Compagnia di Gesù è quello che si chiama Monita secreta.
“. . . . . Del resto, sarebbero ben sciocchi i gesuiti se non negassero anche in tal caso la verità conosciuta. Ma si mostrerebbero molto più accorti e più savî se invece di negare a parole ciò che le loro autentiche e canoniche leggi dimostrano a chi sa leggere i loro libri, negassero invece coi fatti quello che invece pur troppo coi fatti certamente e notoriamente sempre confermarono e confermano ancor presentemente. Senza i quali fatti, conformi alle loro leggi, chi potrebbe mai spiegare quelle sì ognora rinascenti sollevazioni contro di loro di tanti popoli? Le quali non si sono verificate mai contro nessun altro ordine religioso; perchè nessun altro ordine religioso vi ha mai dato somigliante motivo. Giacchè anche qui è vero che nihil fit sine ratione sufficienti. E se la Compagnia di Gesù sola fra tutti gli Ordini religiosi fu sì odiata sempre, convien bene che vi sia in lei insita una sufficiente ragione eccitante questo continuo e comune odio contro di lei di tutte le nazioni. Or questa ragione sufficiente non può trovarsi certamente nella Legge religiosa. È dunque, anche per ciò solo, necessario il supporre che vi sia ora un'altra legge che la regola e governa, ossia la sregola e la sgoverna.
“La quale legge non è altro che i Monita secreta, lambiccati e quintessenza dell'odio e della malizia antisociale ed anticristiana e dei gesuiti cacciati per divino castigo dalle loro sedi, e dispersi tra le genti fino al giorno in cui riconosceranno anche essi il vero Messia: la libertà. Allora avremo forse anche noi salutem ex inimicis nostris et de manu omnium qui oderunt nos. La Compagnia di Gesù infatti, come fu ed è dappertutto influentissima nel male, dopo che abbandonò la vera dottrina di Cristo, così sarebbe stata e sarà senza dubbio, influentissima nel bene quando o non l'avesse abbandonata, o le ritornasse in seno.”
Io sono certo che leggendo siffatto ammasso di banali insolenze, non sorrette da nessuna ragione, non confortate da nessun fatto, da quello infuori, brutalmente vero, delle persecuzioni sofferte, Ella proverebbe un impeto di sdegno.
Ed avrebbe, Riverito Signor mio, non una, ma mille ragioni; perocchè oggi chi studia le questioni sociali e storielle, sopra libri alquanto più seri che non sieno i romanzi di Eugenio Sue, sa, con certezza, che l'invenzione dei Monita secreta è una delle più spudorate calunnie che sieno mai uscite dalla penna di libellista settario.
Ma sa Ella donde ho tratto le pagine surriferite contro la Compagnia di Gesù?
Sono nè più nè meno che quanto si legge nel volume 6º, anno 1881, pagg. 601 e 735 della sua Civiltà; soltanto, non per ricordare anco una volta. a V. S. Ill.ma il noto qui gladio ferit, gladio perit, ma per mero artifizio di polemica, mi son permesso di sostituire sempre e dovunque alla parola ebrei quella di gesuiti, alla parola Talmud quella di Monita secreta (calunnia per calunnia) indicando del resto sempre e dovunque le mie modificazioni con carattere corsivo; buona fede questa alla quale nè i Gesuiti, nè gli Ebrei sono avvezzi da parte dei loro avversari.