Un'ultima ragione infine, e potentissima, dovrebbe spingere i moderni antisemiti a non insistere sulla questione di razza.

Essi, che non arrossiscono di farsi persecutori, ma che arrossirebbero di giustificare la persecuzione colla sola causa che la renderebbe meno odiosa, lo spirito di religione, verrebbero, ponendo innanzi tale questione, a provocare una enorme ingiustizia.

Non vi ha dubbio che negli scorsi secoli o per convinzione, o per sottrarsi a persecuzioni, o per ispirito di cupidigia, milioni di Ebrei apostatarono per abbracciare il Cristianesimo.

Pel Cristiano che ripugna dall'Ebreo, perchè vede in lui l'ostinato avversario della sua Fede, l'uccisore del suo Dio, l'acqua del Battesimo lava queste colpe originali, sicchè egli a buon dritto considera eguali a se stesso l'ebreo battezzato e i suoi discendenti.

Ma per l'antisemita moderno, ateo e materialista, che odia nell'ebreo non la religione, ma la razza, l'acqua del Battesimo non lava nulla; perocchè nessun teologo ha mai asserito che il Battesimo muti un semita in un giapeto.

Sicchè, se il moderno antisemitismo non vuol commettere una enorme ingiustizia, egli deve cercare, per avvolgerle nel suo odio, quelle migliaia di famiglie cristiane che hanno nelle vene sangue di ebreo [(53)].

Il dilemma è stringente: o gettare la maschera e confessare che non si perseguitano gli Ebrei perchè semiti, ma unicamente perchè ebrei, od intraprendere ricerche etnografiche e genealogiche, che sarebbero appena possibili, se ogni uomo, da Adamo in poi, si fosse iscritto in un stud book, come un cavallo di puro sangue.

Ma prevediamo sin da ora la risposta che si farà a questo dilemma. Ci si dirà che gli Ebrei vanno perseguitati non soltanto perchè di razza diversa, ma perchè la loro legge contribuisce a mantenere una barriera fra essi ed i popoli fra cui vivono; perchè alla Santa massima del Vangelo: Amatevi scambievolmente, l'esecrando Talmud ha sostituito quest'altra: Odiate quanto non è ebreo.

A questa obbiezione vecchia quanto la malignità umana risponderemo nel veniente capitolo, bastandoci per ora di riferire un ultimo fatto a prova del modo con cui gli Ebrei intendono l'amor di patria. Allorquando nel Sinedrio dei principali rabbini di Europa, convocato a Parigi d'ordine di Napoleone I, i delegati imperiali chiesero fin dove giungesse, secondo gli Ebrei, il dovere dell'amor di patria, tutti i congregati e primi fra essi i rabbini Segrè, Zingheim e Worms, ortodossi fin nel midollo e negli insegnamenti e nella pratica della vita, si alzarono in piedi gridando: “Fino alla morte.”