Ma in ciò tre cose sono da rimarcarsi:

1. Che le circostanze della maggior parte di queste storie sono talmente contraddicenti l'una all'altra, e con tali differenze sono raccontate dai diversi autori, che fra se stesse si distruggono, come nota il celebre Wagenseil.

2. La maggior parte di queste storie rimontano ai tempi dell'ignoranza e della credulità, e si rendono assai sospette mediante gli strani miracoli, dai quali sono accompagnate, ed è quindi da prendersi bene in considerazione quello che osserva Eisenmenger, (del resto dichiarato nemico dei Giudei), il quale dopo aver riportato alcuni esempi di tal fatto, dice: Non si odono ora più in Germania di consimili crudeli fatti (l. c., pag. 221); senza dubbio perchè la Germania dopo di esser divenuta più colta, ha perduta quella troppa credulità a simili fandonie, come pure ad altre, le quali ci fecero cauti anche verso di questa.

3. Finalmente devesi in riguardo a queste storie, avere in considerazione la distinzione fatta da Pffeffercorn che, dato anche che il più di esse sieno vere, che cioè alcuni Ebrei abbiano versato il sangue di cristiani o de' loro fanciulli, in nessuna guisa però non può ciò essere avvenuto per cagione che essi abbisognassero di quel sangue per la loro religione o per superstizione.

II. Ma dalle prove storiche della nullità di questa accusa, passiamo a quelle che la calunnia per se stessa ci offre, d'onde apertamente si vede, quanto incerti sieno stati gli autori della medesima, in quanto essi non hanno saputo a che cosa attribuire la necessità in cui sieno gli Ebrei di provvedersi di questo sangue.

Perocchè gli uni dicono: 1) gli Ebrei hanno bisogno del sangue dei Cristiani per non puzzare; altri: 2) per le loro focacce e il loro vino della pasqua; alcuni: 3) per arrestare il sangue della circoncisione; altri: 4) per ungere le mani dei sacerdoti quando danno la benedizione; altri: 5) per la benedizione degli sposi; taluni: 6) per ungere i loro morti, ai quali in pari tempo si grida all'orecchio: Se Gesù è il vero Messia, possa il sangue di questo innocente cristiano morto sperando nel suo Salvatore, procurarti la vita eterna; altri ancora: 7) per facilitare il parto; alcuni: 8) per curare malattie occulte; ed altri ancora: 9) per preparare un certo filtro. In tutte queste supposizioni non è soltanto la discrepanza che cade sotto gli occhi, ma anche la nullità delle medesime. Poichè in quanto alla prima non è provato che gli Ebrei mandino un odore particolare diverso dagli altri uomini, nè che quello si possa cangiare con del sangue, il quale nè fluido, nè secco tramanda alcun odore. La 2, 3, 4 e 5 supposizione sono del tutto assurde, poichè il sangue umano contaminerebbe quelle sacre operazioni. La sesta supposizione, cioè l'unzione dei morenti, è del tutto contraria alla fede degli Ebrei, i quali non potrebbero mai considerare come espiatorio il sangue di un fanciullo ucciso, e molto meno in vista del sangue di Cristo. La settima supposizione, di farne uso nei parti difficili, ci viene per semplice ragguaglio di un Ebreo rinnegato di nome Brenzen, il quale, spinto da ignoranza e malignità, sparse molte altre manifeste favole. 8) Non si sanno indicare le malattie occulte ed incurabili degli Ebrei, per le quali deve servire il sangue di un Cristiano, e non hanno altro fondamento se non che in un libercolo molto frivolo, di cui corre voce che vi sia la descrizione delle malattie particolari a ciascuna tribù, mentre è pur noto che la distinzione delle tribù d'Israele è già da lungo tempo andata perduta. 9) Secondo anche l'opinione di quelli che ancora credono ai filtri non può alcun altro sangue servire per formarne una bevanda che ispiri amore, tranne quello della persona verso cui si vuoi destare l'affetto, e non si può comprendere qual amore gli Ebrei vogliono far nascere col sangue dei bambini cristiani; laonde in tutte queste asserzioni risultano l'inverisimiglianza e la nullità.

III. Se veniamo ora ai principii ed alle leggi fondamentali della fede degli Ebrei, troviamo che questa non può in verun modo tollerare l'uso del sangue di fanciulli uccisi, e conseguentemente l'uccisione di essi. È principalmente noto con qual rigore gli Ebrei osservano la legge dei cibi puri ed immondi, e quanto debbano essere rilassati prima di mangiare, per esempio, la carne di porco. Or dunque il sangue principalmente, e tanto più il sangue umano, è fra i cibi vietati. Lev. 17. Così fra i comandi di Mosè che sono in alta riverenza presso gli Ebrei, sta la proibizione del sangue. Gen. 9, v. 4, nè può alcun Ebreo fruirne nè per cibo, nè per medicina. Non si può fare a meno di ripetere qui le parole di Tommaso al re Alfonso tolte dall'ebraico Scevet Jehudà: Ecco noi abbiamo veduto che un Ebreo non mangia sangue di tutto ciò che ha vita, anzi riguardano come proibito il bere il sangue dei pesci, dei quali i Talmudisti pure dicono che non merita il nome di sangue, perchè l'Ebreo non vi è abituato, sebbene egli veda che molti popoli ne mangiano; e quanto più orrore deve destare nell'Ebreo il sangue umano, del quale egli non ha veduto che alcun altro uomo faccia uso! Il re può accertarsi della cosa anche da questo che se un Ebreo mangiando fegato (od altra, cosa dura a masticare) gli venga sangue dai denti o dalle gengive, non continua a mangiarne se prima non l'ha nettato. È cosa nota che l'uomo ha in abborrimento il sangue de' suoi simili, assai più che il proprio sangue, perchè non vi è abituato. Anzi è da essi con tanta cura evitato il mangiar sangue, che essi, dietro i dettami del Talmud, non mangiano nemmeno un uovo in cui si mostri una piccola vena rossa di sangue, nè una bestia se fosse uccisa da un uccello di rapina, od altrimenti non sia stata scannata a dovere, per timore che non siavi rimasto alcun che di sangue. E non solamente è loro proibito mangiare il sangue, ma anche il toccare il sangue di un uomo morto, ed è riguardato come la più grande impurità. Noi troviamo su di ciò la legge nel Num. 19, secondo la quale il toccare tutto ciò che proviene da un corpo morto rende immondi, per il che eglino stessi non conservano il sangue dei loro martiri se mai sia spruzzato, ma lo lavano, raschiano, sotterrano. E con quanta esattezza non conservano essi la legge della purità, specialmente nelle loro solennità e sacre cerimonie, fra le quali primeggiano la Pasqua e la Circoncisione, e quanto assurda non è la supposizione che nelle medesime si servano del sangue di un Cristiano! Che se finalmente si volesse supporre che gli Ebrei non sieno spinti ad uccidere dei fanciulli da un bisogno della loro religione o superstizione, nè per alcuno degli usi fin qui addotti, ma bensì da quello stesso odio verso i Cristiani e la loro fede, pel quale essi per far onta a questa fede mettono in croce o martorizzano fino alla morte i fanciulli cristiani come ne vengono allegate alle varie storie, la quistione verrebbe a cangiarsi da quello che fu in principio proposto; ma per altro rimane tuttavia da ponderare che mentre simili barbarie non sono agli Ebrei comandate nè insinuate, e ch'essi non possono sperare alcun vantaggio, ma al contrario quel solletico ch'essi potrebbero risentire dall'onta recata con tali tragedie alla religione cristiana, sarebbe ben lungi dal compensare il pericolo, le sventure, l'odio, la persecuzione che avrebbero a temerne per la loro propria religione, non è credibile che volessero intraprendere tali orribili azioni, cui si oppongono la ragione e l'umanità.

E qui non puossi far a meno di convenire coll'intelligente Basnage nel succitato luogo, ove dice: È da temersi, che anche queste pretese crocefissioni di fanciulli cristiani non sieno state generalmente altro che pretesti per aizzare sovrani e popoli contro gli Ebrei: e più avanti, simili storie gli sembrano molto sospette, perchè sempre congiunte a manifesta crudeltà ed ingiustizia per parte dei cristiani, i quali invece di punire quelli soltanto che in seguito ad una sufficiente investigazione giuridica fossero trovati colpevoli, formavano un processo tumultuario, e innocenti e rei erano tratti a morte, purchè fossero ebrei; che in ogni tempo simili sollevazioni del popolo rendono la cosa incerta, perchè suole dietro una vaga diceria ammutinarsi ed essere causa dell'esecuzione, prima che siasi fatto campo ad un'ordinata investigazione. A conferma di ciò non possiamo a meno di riportare dagli annali di Bzovio ciò ch'è accaduto di simile in Praga nell'anno 1395.

Erasi sparsa voce che dagli Ebrei fosse stato flagellato e crocefisso un fanciullo cristiano, ed il popolo era per questo nel più grande inasprimento; e siccome temevasi che aspettando il ritorno del re Venceslao, che era assente, potesse egli ponderare la cosa ed investigare, specialmente essendosi egli esternato che in mezzo all'ira si deve ricordarsi della clemenza, così senza attendere la di lui presenza si fece un gran massacro, uccidendo quanti Ebrei si incontravano, senza alcuna distinzione e considerazione se fossero rei od innocenti.

Quando da alcuni Ebrei fossero pur commesse tali iniquità non si dovrebbero almeno attribuire all'universalità dei Giudei, in riflesso che non sono commesse in forza dei principii della loro religione, e soltanto come gli altri delitti dovrebbero esserne puniti gli autori, senza ulteriori conseguenze.