“Ho fatto, degli scritti dei Rabbini e dei cabalisti, oggetto di uno studio di lunghi anni, e posso lusingarmi di conoscere abbastanza bene tanto la parte casuistica come la mistica dell'ebraismo, e mai mi si è presentato, nè negli scritti dei talmudisti, nè in quelli dei cabalisti, nè in qualunque siasi scritto ebraico, il più lontano motivo di credere a quella sciocca incolpazione lanciata contro l'ebraismo; nè ho mai scoperto la più lontana traccia di una simile tradizione sanguinaria fra gli Ebrei, benchè abbia studiato per lungo tempo le tradizioni ebraiche.

“Per quanto conosco delle leggi ebraiche è affatto impossibile che una tale vergognosa prescrizione possa essere stata introdotta nell'ebraismo, senza distruggere prima affatto la legge mosaica e quella del Talmud. Poichè il Pentateuco proibisce assolutamente e severamente in più luoghi l'uso di ogni sangue, ed il Talmud, secondo la sua abitudine, spinge questo divieto mosaico fino alle conseguenze più estreme, come è provato nello scritto Damascia, capitolo viii, pagine 363–368.

“Io non voglio negare l'esistenza di qualche stupido individuo ebreo, che abbia adoperato sangue umano a scopi magici, ma devo affermare assolutamente, che la magia nera è assolutamente proibita nell'ebraismo, e che nella Bibbia, nel Talmud e nella Kaballah non mi è noto nessun passo che potesse giustificare tali delitti. Se adunque singoli Ebrei commettessero tali delitti, essi agirebbero contro la loro legge, come agirebbero contro la propria i Cristiani, se li commettessero.

“L'incolpazione, che gli Ebrei facciano uso di sangue cristiano nelle loro cerimonie religiose, è un'idea che ha origine dal medio evo, e dimostra una totale ignoranza dell'ebraismo e dei suoi usi mentre ricorda una simile incolpazione, che una volta fu lanciata dai Pagani ai Cristiani, cioè che questi facessero sacrifici umani.

“In tutti i tempi però s'innalzarono nella cristianità potenti voci contro questo pregiudizio basato su di una crassa ignoranza.

“Specialmente i papi Gregorio IX (1235) ed Innocenzo IV (1287), hanno espressamente proibito nelle loro bolle, di perseguitare gli Ebrei per questa favolosa incolpazione.

“Anche il papa Sisto IV si dichiara energicamente contro la calunnia mossa agli Ebrei, e dopo l'istruzione fatta sulla morte di San Simoncino da Trento, che si pretese fosse stato ucciso dagli Ebrei per scopo religioso, proibì lo si santificasse ed ordinò non si molestassero più gli Ebrei di Trento. (Purtroppo se ne avevan già bruciati molti). Il doge di Venezia, Pietro Mocenigo in un decreto del 22 aprile 1475, ed uno Sforza duca di Milano dichiararono innocenti gli Ebrei di questo inventato delitto. Così dichiarò anche l'imperatore Federigo III e dopo lui molti Imperatori romani.

“Il Wagenseil tanto versato e pratico negli scritti degli Ebrei nel suo Unwidersprechlichen Widerlegung, e l'ex-ebreo e poi sacerdote cattolico Sonnenfels nel suo Jüdischen Bluteckel provarono a fondo e incontestabilmente la nullità e la piena falsità della incolpazione.

“Lutero, che non era certo amico degli Ebrei, dichiara (parte xi, foglio 323 ed. Altemb.) questa incolpazione bugiarda e pazza. A questa dichiarazione si unisce anche Basnage nella sua Histoire des juifs (parte vii, cap. xi).

“A questi e ad altri attestati più antichi devesi aggiungere l'esteso parere della Facoltà teologica di Lipsia dell'8 maggio 1714, ed in questi ultimi tempi: