“a) Il predicatore di corte a Vienna Veit. Questo pio sacerdote, ebreo battezzato, prestò dal pulpito, col crocifisso in mano, un solenne e sacro giuramento che nell'incolpazione verso gli Ebrei non vi era una parola di vero.
“b) Il vescovo Dräseke in una dichiarazione (accompagnata da un obolo per gl'infelici) nella Allgem. Zeitung des Judenthums.
“c) G. H. di Schubert, nella sua dichiarazione nella Allgem. Zeitung del 30 aprile 1840. (Damascia, pag. 54, 55).
“d) Il missionario, e già ebreo Giorgio Wildon Pieritz, sostenne quanto a questo riguardo è affermato nel giuramento di purificazione del Rabbino Manasse ben Israel, il cui testo leggesi nello scritto “Damascia” (pag. 237).
“e) Il D. Augusto Neander in Berlino, già ebreo, fece la stessa dichiarazione nella Berliner Zeitung, ed aiutò inoltre nel suo lavoro l'autore della Damascia (Damascia, pag. 104).
“f) Lo stesso fece anche il predicatore e missionario William Ayerst, A. M. (Dam. stesso) che nel suo scritto al Dott. Neander ne lodò l'impresa chiamandolo un “Laudable endeavours.”
“g) Uno dei più caldi ed intelligenti confutatori di questa assurda accusa fu in tempi recentissimi l'altrettanto zelante e costante avversario della religione ebraica Alessandro M. Caul, D. D., il quale dimostra nel suo “Reasons for believing ecc. ecc.”, dedicato alla Regina d'Inghilterra, nella maniera la più irrefragabile come stiano in contraddizione assoluta i sacrifici umani e lo spargimento di sangue, con le dottrine fondamentali dell'Ebraismo. In questo scritto trovasi anche una dichiarazione, firmata da trentacinque Ebrei convertiti al Cristianesimo, che dice che l'incolpazione è “una miserabile e diabolica bugia” (a foul and Satanic falsehood).
“h) Alle fatiche del Dr. M. Caul per la verità e giustizia si associò recentissimamente anche il dotto e intelligente sindaco, dottore in teologia Federigo di Meyer in una dichiarazione, depositata nelle mani del signor L. H. Loewenstein, perchè venisse pubblicata.
“Dopo così numerosi e chiari argomenti, dopo tante ed importanti voci, non mi resta altro a fare che di associarmi assolutamente alla dichiarazione del signor predicatore di Corte Weit e di inalzare con pura coscienza, senza inganno e ritegno le mani all'Onnipotente e di dichiarare e giurare solennemente che io non sono mai venuto a sapere, nè a voce nè in iscritto, o per altra via cosa alcuna che potesse servire di giustificazione all'incolpazione, che gli Ebrei si servano di sangue umano per qualunque cerimonia religiosa; anzi mi consta che agli Ebrei è proibito dalla loro legge nel modo più severo qualunque uso di sangue, e che essi proteggono da ogni contatto, col sangue in special modo, la pasta del Maza (azimo) perchè con tal contatto la Maza cesserebbe di poter essere mangiata secondo le leggi, giacchè il contatto del sangue la fa divenire Chamez (impura).
“Questa dichiarazione l'ho data perchè richiesto, chiamando testimonio l'Altissimo, il Dio della verità e dell'amore e l'affermo e la sostengo, per la pura e genuina verità del mio sapere e della mia convinzione.