[(45)] Basnage. Op. cit., libro vii, cap. 18.

[(46)] Bartholoccius. Bibl. rabb., t. iii. — Salomon ben Virga, Scevet Jehudà, 5 excidium.

[(47)] Cfr. De Rossi, Diz. storico degli Autori Ebrei, Parma, 1802, a. v. Nassi e Steinschneider, Catalogus Libr. Hebr. in Bibl. Bodleiana, col. 1515.

[(48)] Cfr. Macaulay, Speeches, vol. 6, pag. 141, 2ª ediz. Tauchnitz.

[(49)] È innegabile che nell'età moderna lo spirito di propaganda degli Ebrei è completamente cessata. Pare che ora abbiano preso alla lettera l'insegnamento del Talmud: Son perniciosi i proseliti agli Israeliti come la lebbra o come la calvizie (Talm. Bab., capo iv, folio 47 b. et alibi) sicchè si può oggi asserire che la religione mosaica è la sola, fra quelle professate nel mondo civile, che non si occupi di far proseliti. Pure oggi ancora non mancano esempî, benchè rarissimi, di Cristiani che abbracciano volontariamente il Giudaismo. Cooper, nelle sue lettere sugli Stati Uniti, parla di una società di Ebrei costituitasi nello Stato di Nuova York per provocare la conversione dei Cristiani. Se la notizia, che non vedemmo mai confermata da altre fonti, non è un humbug americano, la fondazione di questa società è una prova che gli Ebrei di America non si sentono, per quanto almeno concerne l'eccentricità, estranei alla terra in cui vivono; perocchè possiamo affermare che non vi ha in Europa oggigiorno fra gli Ebrei la più leggiera traccia di spirito di proselitismo.