Chi consideri superficialmente i fenomeni sociali, non può non essere colpito dal risvegliarsi in molti Stati d'Europa di una agitazione più o meno sorda contro gli Ebrei.
A primo aspetto, sembrerebbe che il soffio vigoroso della prima rivoluzione francese avesse dovuto far sparire ogni distinzione fra cittadini, basata sul semplice fatto della fede professata.
Sembrerebbe che il diritto di adorare Dio secondo la propria credenza, fosse uno dei più saldi, dei più indiscutibili portati della moderna civiltà.
Sembrerebbe, sopratutto, oltraggio alla umana ragione dover invocare dagli scrittori discorrenti degli Ebrei, che applichino loro quell'elementare principio di equità da Carlo V, Re di Francia, nel xiv secolo sancito con apposita legge: non doversi l'intiera nazione ebrea tener responsabile delle colpe di ogni singolo ebreo.
Eppure, non è così.
Non soltanto nell'Oriente di Europa, dove la questione si complica e si innesta ad altre di svariata natura, si sveglia un movimento contro gli Ebrei; ma da questo movimento non vanno immuni i paesi più civili d'Europa.
In Germania, la terra classica della persecuzione contro gli Ebrei, come sin dal diciassettesimo secolo avvertiva Basnage [(1)], si bandisce una crociata contro di loro, ed a capo del movimento stanno un ateo, dichiarato e riconosciuto, il signor Henrici [(2)], ed un ministro protestante, il dott. Stöcker, predicatore di Corte a Berlino.
In Francia lo stesso movimento si accentua ed è già abbastanza vivo per darsi il lusso di un organo speciale, l'Antisémitique, che vede la luce in Montdidier, ed al quale ci sarà pur forza consacrare più innanzi qualche parola, benchè ci sia noto che l'opera insensata dei redattori di quel giornale non giova che ad ammassare sulle loro teste il generale disprezzo.
Ed anche nella nostra Italia, dove, dal 1848 sino alla completa unificazione della penisola, gli Ebrei sembrarono identificarsi col resto della popolazione, colla quale avevano avuti comuni i patimenti della oppressione ed i pericoli delle congiure e delle battaglie, oggi non manca chi soffi nel fuoco, e libelli di propaganda antisemitica vanno spargendosi a piene mani nelle campagne.