[23]. La fontana di Dafne, col suo sacro boschetto celebre per il diritto di asilo del quale avrebbero profittato anche i Maccabei, ebbe per tutta l'antichità la rinomanza poco invidiabile di un centro di corruzione d'onde venne l'espressione antonomastica «Daphnici mores».
[24]. Latakiè, l'antica Laodicea, è capoluogo del sangiaccato più settentrionale del vilayet di Beirut.
[25]. Gubletta è detta Geble dagli ottomani e sorge alquanto a mezzogiorno di Latakiè.
[26]. Banias è pure detta dagli indigeni la cittadina marittima che la nostra narratrice ortografa Baynas, con frequente metatesi.
[27]. Tortosa è la prima città a settentrione del sangiaccato di Tripoli.
[28]. La città di Tripoli, che conobbe tempi di grande splendore sotto i mussulmani della setta dei Sciiti ed al tempo del regno latino di Gerusalemme, consta ora della città propriamente detta e del porto.
[29]. Badun può essere verosimilmente identificato col Batrun delle carte geografiche.
[30]. Seida è l'antica Sidone, uno dei porti principali dei Fenici.
[31]. I Copti Scismatici d'Abissinia hanno tuttora un monastero là dove la tradizione colloca la IX stazione sulla via del Calvario.
[32]. Secondo la tradizione il Califfo Omar, dopo avere concluso col Patriarca Sofronio la capitolazione colla quale i Cristiani di Gerusalemme si arresero agli arabi nel 636, si sarebbe ritirato a fare le sue preghiere fuori del recinto del Santo Sepolcro, collo scopo di preservare lealmente quest'ultimo dall'occupazione mussulmana. La moschea d'Omar sarebbe stata eretta dove il buon Califfo pregò la prima volta dopo la presa di Gerusalemme.