L'anno del Signore 1261, indizione 4.ª, nel Marzo, morì Simone Manfredi, figlio di Giovanni di Bonifacio. Costui fu mio amico, di parte della Chiesa, e in occasione di una grossa guerra si mostrò prode e valoroso campione. Nello stesso millesimo ebbe luogo l'istituzione e l'ordinamento della Regola dei militi della beata Vergine Maria, per opera di frate Rufino Gorgone da Piacenza, che era stato molti anni Ministro a Bologna, e allora era Penitenziere nella Corte del Papa, e si trovava a Bologna per affari della Corte stessa. E ad ordinarla concorsero coll'opera loro gli onorandi personaggi: Loterengo Andalò Bolognese, che ne fu Priore o Prelato; Gruamonte; Ugolino Capizio Lambertini Bolognesi; Bernardo da Sesso ed Egidio di lui fratello; Fizaimone Baratti da Parma; Schianca degli Eleazari da Reggio, e Rainero Adelardi di Modena. Costoro dai contadini, per beffa e canzonatura, si chiamavano i Gaudenti: come se volessero dire che si sono fatti frati perchè nessun altri pigli parte ai loro beni, e volessero goderseli da per sè soli, secondo le parole di quell'avaro, di cui parla l'Ecclesiastico 11.º: C'è chi arrichisce con poca fatica, e questa ricchezza è la sua porzione di mercede, in quanto che dice: Ho trovato per me il mio riposo, ed ora mangerò de' miei beni da solo. Ricordo che quest'Ordine fu costituito in Parma nel tempo dell'Alleluia, a tempo cioè di quell'altra fanatizzante divozione, nella quale si cantava l'Alleluia, e i frati Minori e Predicatori davano a credere di far miracoli, l'anno 1233, sotto il pontificato di Gregorio IX. E fu costituito per opera di frate Bartolomeo da Vicenza, dell'Ordine dei Predicatori, che allora era tenuto in gran conto a Parma, e fu buon uomo; poscia diventò Vescovo della Terra d'ond'era nativo. Ed i predetti frati vestivano lo stesso abito che questi, con mantello bianco e croce rossa. In questo solo differivano, che quelli si chiamavano militi di Gesù Cristo: questi militi di Santa Maria. Ma quelli durarono molti anni, poi venner meno, ed io ne ho veduto l'aurora ed il tramonto; chè pochi si ascrissero al loro Ordine. Parimente questi, che si chiamavano Gaudenti, crescono come il pane in mano ad un affamato, e credono di aver fatto un gran che, un qualche cosa di singolare, appropriandosi la stessa foggia di vestiario. Ma alla Corte di Roma sono stimati poco. E ciò per cinque motivi: 1.º perchè di loro ricchezze non costruirono mai nè monasteri, nè ospedali, nè ponti, nè chiese, nè si sa che abbiano mai fatta altra opera pia; 2.º perchè tolsero a rapina molto di quel d'altri, a uso de' potenti, nè restituirono il mal tolto; 3.º perchè dopo aver sciupate le proprie ricchezze e fatte molte e grosse spese in vanità e in pranzi, accogliendo alle loro mense gli istrioni anzi che i poverelli di Cristo, eglino domandano alla Chiesa romana e vogliono ottenere dal Papa licenza di occupare i conventi dei migliori Religiosi, di qualsia Ordine, ed espellerli dalle loro abitazioni; 4.º perchè sono avarissimi, e la radice d'ogni male è l'avarizia; 5.º ed ultimo, perchè non veggo che servigi facciano alla Chiesa, ed a che siano utili, se non fosse che curano la loro salvezza, la qual cosa da Girolamo si chiama santa rusticità.... Di questo adunque basti. Ora è da godere coi godenti e da piangere coi piangenti........ Papa Alessandro IV morì l'anno 1261, ed ebbe successore Urbano IV, che diede la Regola di questi Gaudenti.

a. 1262

L'anno del Signore 1262, indizione 5.ª, fu eletto Papa Urbano IV, e a suo tempo fece due cose: Per opera dei crociati mise in fuga l'esercito di Saraceni, che Manfredi, figlio di Federico II Imperatore spodestato, aveva lanciato sul patrimonio della Chiesa, e conferì facoltà a Carlo Conte di Provenza, fratello del Re di Francia, di ritogliere il Regno di Sicilia a Manfredi che l'occupava.

a. 1263

L'anno 1263, indizione 6.ª, Papa Urbano IV diede e confermò l'investitura del Regno di Sicilia a Carlo, e ne privò il sunnominato Manfredi, che lo teneva di forza.

a. 1264

L'anno 1264, indizione 7ª, ai sette d'Agosto apparve una maravigliosa cometa, quale nessuno mai, che allora vivesse, l'avea veduta. Sorgeva con vivacissimo splendore dall'oriente, e allungava una lucidissima coda sino a metà dell'emisfero, verso occidente. E quantunque fosse mandata, forse, come segnale di molti eventi a diverse parti del mondo; questo solo almeno di chiaro si è veduto che, avendo durato tre mesi, al suo apparire Papa Urbano cominciò ad ammalare, e spirò la stessa notte in cui la cometa disparve. E lo stesso anno venne a Modena da Ferrara il Marchese d'Este con forte numero di fanti e di cavalli, e una Domenica, che fu il 20 Dicembre, arrivarono da Firenze 200 militi Guelfi, ad istanza di Giacomino Rangoni, di Manfredo Rosa da Sassuolo e di tutto il partito di lui, cioè della Chiesa, e del Podestà di Modena, Monaldo da Orvieto; e scacciarono dalla città la fazione di quei da Gorzano, che erano del partito imperiale, e tutti i loro aderenti, e restò morto Tomaso di Gorzano, e due della famiglia Bastardi, e distrussero tutto il castello di Gorzano[209]; il qual fatto produsse forte impressione nell'animo di tutti i Reggiani. Lo stesso anno morì anche Papa Urbano IV.

a. 1265

L'anno 1265, indizione 8ª, fu eletto in Perugia Papa Clemente IV, che era allora oltre monti, ed apparteneva al collegio de' Cardinali, e non volle recarsi a ricevere l'investitura del papato senza aver prima visitato in Assisi la chiesa ove giace il gloriosissimo corpo del beato Francesco. Lo stesso anno arrivò a Roma Carlo, fratello del Re di Francia, e fu fatto e confermato Re della Puglia e di Sicilia, d'onde il predetto Carlo, che era stato chiamato da Papa Urbano per la riconquista della Sicilia, venne a Roma per mare, ove era anche stato eletto Senatore. Dipoi invadendo la Puglia, in battaglia campale tolse la vita e il Regno al prenominato Manfredi. Lo stesso anno, i Modenesi e i Guelfi, che erano in Modena, un venerdì 6 Marzo, corsero sopra Reggio, e quei di Fogliano ed i Roberti ruppero con gran violenza Porta Castello, che era murata, ed i Modenesi e i Guelfi entrarono in città, ove si azzuffarono con quei di Sesso, e con furore ed isterminio li espulsero da Reggio. Perciò quei da Sesso coi loro partigiani si ritirarono a Reggiolo, e quasi tutti i popolani, che tenevano dalla parte di quei di Sesso, furono confinati a tre miglia al di sopra della città e della strada Emilia, liberi sulla loro fede e lealtà, tranne quelli che erano cittadini di Sesso. Così i Roberti nominarono subito Podestà Giacomino Rangone di Modena, deponendo Marco Gradenigo di Venezia. In quell'anno, que' di Sesso presero il castello di Canolo[210], che dopo fu ripreso dalla fazione de' Roberti. Parimente in quell'anno fu fatta e pattuita una tregua tra i Reggiani, che occupavano Reggio, e quelli che ne erano stati cacciati, a cominciare dal giorno di San Pietro sino a San Michele; e la convenzione fu stabilita per mezzo de' frati Predicatori, cioè frate Federico Priore di detti frati, frate Pellegrino lettore, e frate Pietro Falconi e alcuni frati Minori; della qual tregua trassero utile notevole ambedue le parti. L'anno stesso, verso Natale, arrivò un numeroso esercito Francese in aiuto di Carlo fratello del Re di Francia, che era a Roma. Ed io li ho veduti arrivare mentre andava a predicare in S. Procolo di Faenza, nella festa di S. Giovanni Evangelista. E corsero in Puglia contro Manfredi, figlio di Federico Imperatore deposto, per debellarlo, e lo uccisero e spogliarono di quanto aveva, l'anno 1266, verso Pasqua. E fu gran miracolo che l'anno in cui vennero non si ebbe freddo, nè gelo, nè ghiaccio, nè neve, nè pioggia, nè fango; ma buonissima era la strada, facile e commoda, come fosse il mese di Maggio. E questo avveniva per disposizione di Dio, perchè accorrevano in aiuto della Chiesa, ed a sterminio di quel maledetto Manfredi, che per le sue iniquità fu ben degno di tal fine. Ed erano veramente moltissime, come se ne diceva, e aveva perfino fatto uccidere suo fratello Corrado. E Corrado aveva fatto uccidere Carlo di lui fratello, nato a Ravenna da un'Inglese, moglie di Federico Imperatore, mentre Corrado gli era nato da una figlia del Re Giovanni. Ebbe anche Enrico, il primogenito, da una spagnuola; e Manfredi avevalo avuto da una sorella, o da una figlia d'una sorella del Marchese Lancia, Lombardo di Piemonte. Ma tra tutti i figli dell'Imperatore Federico, a mio avviso, il più valente fu Enzo Re di Sardegna, fatto prigioniero dai Bolognesi, e per molti anni sino alla morte tenuto in carcere. Questi non era legittimo. Anche un altro ne ebbe non legittimo, di nome Federico, cui creò Re in Toscana. Lo stesso anno, Uberto Pallavicino, Podestà di Cremona, coi Cremonesi e con ogni sua possa tentò di impedire il passo al Conte di Fiandra, Capitano della milizia dell'esercito di Re Carlo. Ma il Conte sforzò il passo dell'Oglio a Palazzolo[211], distrusse il castello di Capriolo[212], e gli abitanti del castello, perchè avevano impiccato uno de' suoi cavalieri, tutti, maschi e femmine, sino ai ragazzi, li fece passare a fil di spada. Il Conte passò poi vicino a Brescia, prese e distrusse Montechiaro, castello dei Bresciani, e poscia andò a Mantova.

Fine del primo volume