[1]. Stimo conveniente avvertire (dice qui l'editore parmense dell'originale) che si è ommesso nella presente pubblicazione tutto ciò che leggesi da carte 208 (prima dell'acefalo codice Vaticano) a 215 non essendo la narrazione in esse compresa che un estratto della Cronaca del vescovo Sicardo già edita dal Muratori (Rer. Ital. t. 7.). Al quale avvertimento il traduttore aggiunge che il celebre Monsignor Gaetano Marini quando fece trascrivere dall'Abate Amati l'autografo salimbeniano pel Duca di Sermoneta, sulla qual copia fu condotta l'edizione di Parma, ommise la trascrizione di alcuni trattatelli, canzoni popolari, satire inserte nella cronaca, perchè a suo avviso erano inutili, mentre potevano servire a far meglio conoscere il movimento del pensiero filosofico e religioso del tempo. E se, come pare, si pubblicheranno le accennate cose mancanti, saranno tradotte e aggiunte in appendice a questa edizione. C. C.

[2]. Nome d'un passo sulla Sierra Morena tra l'Andalusia e la Nuova Castiglia ove nel 1202 erano stati sbaragliati i Mori.

[3]. Castello sulla sinistra del Serio in Lombardia.

[4]. Ora Chiaravalle della Colomba, pochi chilometri sotto Alseno, che è una stazione della ferrovia Piacenza-Parma.

[5]. Abate de' Cistercensi di Flora in Calabria, morto nel 1201 o nel 1202; ei spacciava e passò per profeta; lasciò libri di predizioni e molte altre opere, che suscitarono gran romore, ed ebbero difensori ed oppugnatori. La Chiesa nel concilio di Laterano indetto da Innocenzo III, condannò le sue dottrine intorno alla Trinità perchè conducevano al Triteismo, senza nominarne l'autore perchè era uomo di santa vita; e prima di morire, riconosciuti i suoi errori, li disdisse.

[6]. Sulla linea della Ferrovia a dieci chilometri prima di Rimini per chi parte da Bologna.

[7]. Donato fu maestro di Rettorica a Roma nel 356, ove ebbe scolare S. Girolamo. Compose una Grammatica che poi si denominò il Donato; e lasciò i commenti di Terenzio e Virgilio.

[8]. Piccolo paese sulla destra del Po a pieno nord di Borgo S. Donnino.

[9]. Nella Provincia di Foggia tra Lucera e S. Severo. Salimbene lo chiama Fiorentino; Giovanni Villani Fiorenzola, il dizionario geografico universale compilato da una società di dotti italiani dice Firentina. Ora non restano che pochi ruderi e un tratto di cortina del castello a cui è addossata una fattoria della famiglia Romano, e si chiama in paese Torre fiorentina.

[10]. Nocera de' Saraceni la chiama Salimbene; Nocera la dicono Svetonio e Tolomeo; Luceria la dicono tanti altri antichi, ora è Lucera.