L'anno 1218 in Giugno i Reggiani andarono col loro esercito in aiuto de' Cremonesi e Parmigiani a Zibello[8] contro i Milanesi e loro alleati; e fu gran combattimento tra loro il giovedì tra le tempora; e molti d'ambe le parti ne morirono, e molti furono i prigionieri; e fu giurata un'alleanza tra Reggio e Parma. Guido da Reggio era allora Podestà di Parma. L'anno stesso i pellegrini cristiani cinsero d'assedio Damiata.

a. 1220

L'anno 1220 Federico figlio dell'Imperatore Enrico fu incoronato nella chiesa di S. Pietro in Roma da Papa Onorio III il dì di S. Cecilia vergine e martire; e sua moglie la Regina Costanza fu coronata Imperatrice con buona pace de' Romani; il che quasi mai s'è udito di altro Imperatore. Ed imperò trent'anni ed undici giorni; e morì il giorno compleanno della sua incoronazione in una piccola città della Puglia, che si chiama Fiorentino[9] presso Nocera[10] de' Saraceni. Nel millesimo suddetto da' Reggiani, Parmigiani e Cremonesi fu posto assedio a Gonzaga[11], che era occupata da' Mantovani e dal conte Alberto di Casaloddi della diocesi di Brescia. E l'anno stesso si fece il cavo Tagliata, o Incisa, e vi si immise il Po[12]; fu preso il castello di Bondeno[13] un martedì 16 di Giugno da' Mantovani, Veronesi, Ferraresi e Modenesi; e il 10 d'Agosto, giorno di S. Lorenzo, i Mantovani furono sconfitti, messi in fuga e fatti prigionieri da quei di Bedullo, che erano venuti da Fabbrico e da Campagnola per depredare e incendiare Bedullo[14] stesso.

a. 1221

L'anno 1221 morì il beato Domenico ai 6 d'Agosto. Ed io frate Salimbene di Adamo di Parma nacqui quest'anno stesso ai 9 di Ottobre giorno di S. Dionigi e Donnino; e Baliano di Sidone, gran barone di Francia, che d'oltre mare era venuto a conferire con Federico II, mi tenne a battesimo, come mi dicevano i miei, nel battistero di Parma, che era accanto a casa mia. E me lo ha detto anche frate Andrea d'oltremare, della città di S. Giovanni d'Acri, dell'Ordine de' frati Minori, che vide e se ne ricorda, e si trovava col prenominato barone, come addetto alla sua famiglia e compagno di viaggio.

a. 1222

L'anno 1222 furono colmate dai Bolognesi e Faentini le fosse della città di Imola, e ne furon portate le porte a Bologna. E lo stesso anno, a Reggio si sentì una fortissima scossa di terremoto, mentre Nicolò Vescovo di Reggio predicava nella chiesa maggiore di S. Maria; e fu sentito anche per tutta Lombardia e Toscana, e fu detto specialmente terremoto di Brescia, perchè ivi si fece sentire più terribilmente; sicchè fuggiti i Bresciani dalla città, se ne stavano all'aperto sotto padiglioni per non morire sepolti sotto le ruine delle case. E ne ruinarono molte case, torri e castelli de' Bresciani; i quali poi si erano tanto addomesticati con quel terremoto, che quando cadeva il pinacolo d'una torre, o una casa, stavano a guardare e scrosciavano dalle risa. Onde un tale disse in versi:

Mille ducentis viginti Christe duobus,

Postquam sumpsisti carnem, currentibus annis

Talia fecisti miracula Rex benedicte: