Dacchè vestisti le mortali spoglie,

Queste rifulser maraviglie tue,

O Re di quanto in terra e in ciel s'accoglie.

L'arso Lion suo regno al fin volgea

E il crin chiomata stella all'aura sciolse;

La vergine dal grembo acque scotea

E i tralci e l'uve ne percosse e tolse;

E l'onde in fiume accolte, alto, vorace,

Del colono atterraro il dolce albergo;

Vide lo Scorpio la notturna face