[42]. Questo Cardinale Gerardo che il Salimbene chiama Albo, gli scrittori posteriori di storie parmensi lo chiamano Gerardo Bianchi. Ma non parrebbe che la significazione identica delle due parole dovesse essere, trattandosi di nome proprio, ragion sufficiente a commutare l'uno nell'altro. Tuttavia si possono scusare per ciò, che questi ne avranno probabilmente preso il cognome da un marmo del Battistero di Parma, dova il padre di lui è detto Albertus Blanchus. Questo marmo per quanto si può arguire dalle foggie architettoniche e figurative di cui è ornato il nicchione in cui è murato, sarebbe stato scritto e posto un secolo dopo il Salimbene. E quindi è facile a credersi che la commutazione dell'Albus in Blanchus sia stata opera del tempo, in cui la lingua non aveva ancora norme base.

[43]. Lendinara: Ad Ovest e vicin di Rovigo sull'Adigetto.

[44]. Gesso: Era castello al Sud di Reggio e alla sinistra del Tresinaro, appiè dell'Appennino.

[45]. Salins: Ad Ovest di Neufchatel, sulla strada Ginevra-Besançon.

[46]. Galera; Nome del dialetto di que' tempi, che è stato formato da alterazioni subite dal latino glarea, ghiaia. Diffatti quel ponte è anch'oggi in capo a piazza, detta della Ghiaia; ma ha cambiato nome prendendo quello di Ponte Verde dal colore de' parapetti.

[47]. Da un rogito in originale di Gerardo Alberto Notaio imperiale, pubblicato il 15 Febbraio 1238, si apprende che presso Parma e presso il canale Naviglio Taro sorgeva una casa e una chiesa di S. Francesco, i cui amministratorì vendettero terre e case poste in Basilicanova a certo Sopramoggio. Questa casa Salimbene la chiama Ospedale di S. Francesco. Ora non esiste più nulla. Ma l'Ospedale sarà stato sicuramente fuso coll'Ospedale detto allora della Misericordia, e poscia Ospedale maggiore, che aveva sede in Borgo Taschieri. E tale fusione sarà stata fatta, quando la Città volle fusi in uno solo, cioè in quello fondato da Rodolfo Tanzi, tutti gli altri ospizi, sia della città, che della campagna; e vi era l'Ospedale di F. Barattino; di S. Bartolomeo di Strada Botta, fuori porta Stradella; di S. Lazzaro de' Lebbrosi, in S. Lazzaro; di S. Francesco, tra Fragnano e la città di Parma, circa nelle vicinanze dell'attuale Porta V. Emanuele.

[48]. Proibì di trarre i marmi dalle cave veronesi.

[49]. Pochi chilometri al Sud di Borgo S. Donnino.

[50]. Ed ora, parte è piazza della Steccata, parte area su cui s'innalza il magnifico tempio omonimo della detta piazza.

[51]. A 9 circa chilometri Nord-Est di Parma.