Per gran tempo fo sconfitto—lo Nemico maleditto,
relevosse e fece gitto—e lo mondo ha rapicciato.

Vedendo l’alta Signoria—che lo Nemico sí vencía,
mandar ce vuol cavallaria—con guidator ben amastrato.

San Francesco ce fo elesso,—per gonfalonier è messo,
ma nullo ne vol con esso—che non sia al mondo desprezato.

Non vol nullo cavalliere—che non serva a tre destriere:
povertate ed obedere,—en castitá sia enfrenato.

Ármase lo guidatore—de l’arme del Signore,
ségnalo per grand’amore—de soi segni l’ha ’dornato.

Tanto era l’amore acuto—che nel cuor avea tenuto,
che nel corpo sí è apparuto—de cinque margarite ornato.

De la fico ave figura,—che è grassa per natura,
rompe la sua vestitura—en bocca rieca melato.

Poi gl’insegna de schirmire,—de dar colpi e sofferire,
enségnali co degia dire:—pace en bocca gli è trovato.

Lo Nemico s’atremío,—vedendo lui s’empaurío,
parvegli Cristo de Dio—che en croce avea spogliato.

—S’egli è Cristo, non me giova,—ch’esso vencerá la prova;
non so guerra che me mova,—sí par dotto ed amastrato.