Altissima prudenza,—báila de la ragione,
demostri el ben, el meglio,—lo sommo a la stagione;
demostri el male, el peio,—el pessimo e la cagione
e la dannazione—c’hane l’uomo dannato.
Altissima prudenza,—col mercatar sotile
de trare cose utile,—non sia cosa sí vile;
beato quel coragio—che tien ritto tuo stile,
pòsse chiamar gentile,—degno de grande stato.
Non par che la prudenza—possa ben operare
senza l’altre virtute—che la degon aitare;
envita la iustizia—che ce deggia albergare,
che deggia esercitare—ciò che ella ha pensato.
’Nestante la iustizia—posta ha legge al core,
che sopra onne cosa—sia amato Dio signore
con tutte le potenzie—e con onne fervore;
ché glie s’affá l’onore—d’esser cusí amato.
Iustizia constregne—lo prossimo d’amare;
ca, se è verace amore,—loco se vol mostrare;
como l’auro al fuoco—se fa paragonare,
cusí sí vol provare—l’amor ch’aggi albergato.
La fortitude ha loco—a tal pugna portare,
en amar lo prossimo—che te fa eniurare;
tolle, fura, engánnate—e statte a menacciare;
poterlo sempre amare—parme amor provato.
Ch’en amar lo prossimo—è grande svalianza,
ché ’l trovi deformato—pieno de niquitanza;
poter amar suo essere,—orrir la mal’usanza
ène esaminanza—de l’amor approvato.
Agio lo corpo endomito—con pessimo appetito,
la temperanza enfrenalo,—ch’è de mal nutrito;
ad onne ben recalcitra,—como fusse ensanito,
a gran briga è guarito,—de tal guisa è malato.
Lo viso se fa povero—de forme e de coluri,
l’audito spreza sonora—che son pien de vanuri,
lo gusto en poche cibora—contemne li sapuri,
desprezansi gli oduri—collo vestir ornato.
Da poi che ’l corpo perdese—de fuor la delettanza,
l’anima costregnese—trovar altra amistanza;
la fede mostra, enségnate—lá ’v’è la vera amanza;
ménate la speranza—lá ’v’è l’amor beato.