Partámone ormai da questa via,
a le doi distinzion che so empria,
e logo sí figam la diceria
che si convene.
Sempre lo meglio sta sopra lo bene;
se tu non ami el prossimo co tene,
e te non ami como si convene,
tu, cieco, el cieco meni a tralipare.
Emprima t’è opo con Dio ordinare,
e da lui prender regola d’amare,
amor saggio e forte en adurare
e mai non smaglia.
Fame, sete e morte nol travaglia,
sempre lo trovi forte a la battaglia,
a patir pena ed onne ria travaglia
e star quiito.
Lo corpo sí ha redutto al suo servito,
li sensi regolati ad obedito,
gli eccessi sottoposti so a punito
ed a ragione.
Tutta sta quieta la magione,
gli officia distinte per ragione;
se nulla ce nascesse questione,
ston al iudicio.
Lo iudice che sede al malefizio
ser Conscio è vocato per offizio,
non perdona mai per pregarizio
né per timore.
Non perdona al grande né al minore,
nulla cosa occulta gli sta en core,
tutta la corte vive con tremore
ad obedenza.
Poi che l’alma vive a conscienza,
contien amar lo prossimo en piacenza,
amor verace par senza fallenza
de caritate.
Trasfórmate l’amor en veritate
nelle persone che son tribulate,
e, compatendo, magior pena pate
che ’l penato.