Quel per alcun tempo ha reposato,
lo compatente ce sta cruciato,
notte e giorno con lui tormentato
e mai non posa.
Non pò l’om sapere questa cosa
se non la caritate chi l’ha enfusa,
como nel penato sta retrusa
a parturire.
Partámone ormai dal nostro dire,
e ritornimo a Cristo nostro sire,
che ne perdoni lo nostro fallire
e díene pace.
—Lo vostro ditto, frate, sí ne piace,
però che vostro dicer è verace;
de sequir voi tal via sí n’aiace,
che ne salvimo. Amen.—
LXXXI
De l’amor divino e sua laude
O Amor, divino amore,—amor, che non se’ amato.
Amor, la tua amicizia—è piena de letizia
non cade mai en tristizia—lo cor che t’ha assagiato.
O amor amativo,—amor consumativo,
amor conservativo—del cuor che t’ha albergato!
O ferita gioiosa,—ferita dilettosa,
ferita gaudiosa,—chi de te è vulnerato!
Amore, unde entrasti,—ché sí occulto passasti?
Nullo signo mostrasti—unde tu fusse entrato.