O amor amabile,—amor delettabile,
amor encogitabile—sopr’onne cogitato!

Amor, divino fuoco,—amor de riso e gioco,
amor non dái a poco,—ché se’ ricco smesurato.

Amor, con chi te poni?—con delette persone,
e lassi gran baroni,—ché non fai lor mercato.

Tale non par che vaglia—en vista una medaglia,
che quasi como paglia—te dái en suo trattato.

Chi te crede tenere,—per sua scienzia avere,
nel cor non può sentire—che sia lo tuo gustato.

Scienzia acquisita—mortal sí dá ferita,
s’ella non è vestita—de core umiliato.

Amor, tuo magisterio—enforma el desiderio,
ensegna l’evangelio—col breve tuo ensegnato.

Amor che sempre ardi—e i tuoi coraggi inardi,
fai le lor lengue dardi—che passa onne corato.

Amore grazioso,—amore delettoso,
amor suavetoso,—che ’l core hai saziato.

Amor ch’ensegni l’arte—che guadagni le parte,
de cielo fai le carte,—en pegno te n’èi dato.