Se l’amore è libero—che non sia avaro albitrio,
gentil fa desiderio—non condizionato.
Non c’è condizione—né messa per ragione,
è fatta l’unione—che non veste vergato.
Da l’amativo amabile—esce l’amor mirabile,
l’amore è poi durabile—semper in idem stato.
LXXXVI
Como l’anima dimanda perdonanza
de l’offensione e gusto d’amore
Amor dolce senza pare—sei tu, Cristo, per amare.
Tu sei amor che coniugni,—cui piú ami spesso pugni;
onne piaga, poi che l’ugni,—senza unguento fai sanare.
Amor, tu non abandoni—chi t’offende, sí perdoni;
e de gloria encoroni—chi se sa umiliare.
Signor, fanne perdonanza—de la nostra offensanza,
e de la tua dolce amanza—fanne um poco assagiare.
Dolce Iesú amoroso,—piú che manna saporoso,
sopra noi sie pietoso,—Signor, non n’abandonare.
Amor grande, dolce e fino,—increato sei divino,
tu che fai lo serafino—de tua gloria enflammare.