Lo stipite ch’en alto se depone
pareme l’altissima speranza,
divide da la terra tua magione,
condúcetela en ciel la vicinanza;
se loco ce demori onne stagione
gaudio ce trovi en abundanza;
cerchi la citade per regione,
cantasi lo canto de alegranza,
párete lo mondo una pregione,
videlo pieno de grande fallanza.

Lá ’ve gli rami hanno nascimento
pareme che sia la caritate;
la prima ierarchia è ’l comenzamento,
tre rami ce trovi en unitate;
destenguese per bello ordenamento
ciascuna en sua proprietate;
grande trovi en loro comenzamento
pensando nella loro varietate,
l’uno senza l’altro è sviamento
e non verria a compíta veritate.

Lo primo ramo d’esto encomenzare,
lo qual al primo orden se figura,
angeli sí audimo nominare,
sí come n’amaestra la Scrittura;
angelo se vole enterpretare
messo nobilissimo en natura,
messo che ne l’alma pòi trovare;
paiome gli pensier senza fallura,
lo Spirito santo halli ad inspirare
che nullo gli pò aver per sua fattura.

Poi che se’ stato assai nello pensiere,
che de lo star con Dio hai costumanza,
lo diletto méttete a vedere
gli ben c’hai recevuti en abundanza,
e chi se’ tu per cui volse morire,
che rotta gli hai la fede e la lianza,
e che esso Signor volse soffrire
da me peccatore tanta offensanza;
de vergogna vogliomene vestire,
non trovo loco ne la mia cuitanza.

De lo pensiere nasce un desio,
che el secondo ramo puoi appellare;
arcangeli figura, como creio,
che summi messi puoti enterpretare;
de pianger non trovo unqua remeio,
enfiase lo core a suspirare,
ed ov’è ’l mio Signor ch’io non lo veio?
derrata so ch’el volse comperare;
respondemi, Signor, c’altro non cheio;
desidero morir per te amare.

La lezione damme una ensegna
ca, se voglio trovar lo mio Signore,
ad opera compíta opo è ch’io vegna,
se vol che viva e cresca lo suo amore;
lo terzo ramo mostrame ed assegna
nome de virtute per dottore;
chi questo ramo prende, bene aregna,
albergalo con l’altro emperadore,
e de viver prende una convegna
che sempre va crescendo per fervore.

La seconda ierarchia, co a me pare,
che en tre distinzione è ordinata,
che nella prima non puoi dimorare;
se con questa non fai tua giornata,
con l’impedimenti opo t’è pugnare;
se vol che vada en pace la contrata,
li cinque sensi opo t’è domare
che la morte al core hanno ministrata;
dominazione si può appellare
questa signoria cusí beata.

Lo secondo ramo è principato,
en elle creature ordinamento,
che ciò che vede ed ode ed ha pensato,
ciascuna rieca suo consolamento,
laudando lo Signor che l’ha creato
per sua pietate e piacemento;
ciascuna conserva lo suo stato,
reprèndete c’hai fatto fallimento,
consèrvate lo core en uno stato
che sempre de Dio trovi pascimento.

Le vizia, che stanno a la nascosta,
ciascuno se briga de aiutare,
de non lassar l’albergo fanno rosta,
ciascuno se briga de esforzare;
l’orden de le potestá se cci acosta,
tutte le virtude fa congregare:
la battaglia dura sí s’è mosta
l’una contro l’altra a preliare;
le vizia sí fugono la iosta,
lassan lo campo e brigan de mucciare.

L’umilitate la superbia vide,
d’un alto monte sí l’ha tralipata;
la envidia, vedendo, sí se allide,
la caritade l’arde ed ha brusata;
e l’ira, ciò sentendo, sí se occide,
la mansuetude sí l’ha strangulata;
l’accidia, che unqua mai non ride,
iustizia l’ha troppo ben frustata;
avarizia, c’ha morti li suoi rede,
la pietate sí l’ha scorticata.