—Figlio, che m’agio anvito,—figlio, patre e marito,
figlio, chi t’ha ferito?—figlio, chi t’ha spogliato?

—Mamma, perché te lagni?—voglio che tu remagni,
che serve i miei compagni—ch’al mondo agio acquistato.

—Figlio, questo non dire,—voglio teco morire,
non me voglio partire,—fin che mò m’esce ’l fiato.

Ch’una agiam sepultura,—figlio de mamma scura,
trovarse en affrantura—matre e figlio affogato.

—Mamma col core affletto,—entro a le man te metto
de Ioanne, mio eletto;—sia il tuo figlio appellato.

Ioanne, esta mia mate—tollela en caritate,
aggine pietate—ca lo core ha forato.

—Figlio, l’alma t’è uscita,—figlio de la smarrita,
figlio de la sparita,—figlio attossicato!

Figlio bianco e vermiglio,—figlio senza simiglio,
figlio, a chi m’apiglio?—figlio, pur m’hai lassato.

Figlio bianco e biondo,—figlio, volto iocondo,
figlio, perché t’ha el mondo,—figlio, cusí sprezato?

Figlio, dolce e piacente,—figlio de la dolente,
figlio, hatte la gente—malamente trattato!