O Ioanne, figlio novello,—morto è lo tuo fratello,
sentito aggio ’l coltello—che fo profetizato.
Che morto ha figlio e mate—de dura morte afferrate,
trovarse abracciate—mate e figlio abracciato[4].
[4] La soprascripta lauda pertinente a la Madonna è posta in questo loco per clausura de le precedente: el principio de le quali è pur da lei: e per uno separamento da le seguente laude trovate in diversi libri. Le due proxime erano in uno libro antiquo scripto de l’anno M.CCC.XXXVI. in la citá de Perugia: e non in altri libri maxime todini: et in la seconda si vede certi defecti (Nota del Bonaccorsi.)
XCIV
Como l’onore e la vergogna contendono insieme
Udite una entenzone—ch’è fra Onore e Vergogna,
qual è piú dura pogna—ad om virtuoso passare.
La Virtute, forteza armata,—tolle la sua schiera,
e la Vergogna gli è contra—con la sua dura maniera;
nella prima frontiera—Vergogna fa dura bataglia,
l’altra e poi zanzavaglia,—ché nulla cosa può fare.
Forteza, da poi ch’entra—ad la Vergogna patire,
ella va vigorando—e la Vergogna avilire;
non gli può enante fugire,—lá unqua la trova l’abatte,
l’ascempio de Cristo combatte—che volse vergogna portare.
Tanto è ’l gaudio che porta—chi va per la via del Signore,
che onne vergogna sí abatte—e nullo gli ha ’nante valore;
’nante ’l se reputa onore—poter vergogna suffrire,
ché séquita il dolce suo sire—che volse ’n vergogna finare.
La Temperanza s’acconcia—armata d’umilitate,
l’Onore armato sta contra—affolto con sua dignitate;
battaglie ce son smesurate;—vencendol s’envigoresce,
sempre piú forte ci aresce,—quando ’l te credi finare.