[7] Queste cinque laude proxime sequente erano nel libro todino in fine (Nota del Bonaccorsi).
XCVIII
Como la ragione conforta l’anima che retorni a Dio
Perché m’hai tu creata,—o creatore Dio,
e poi recomperata—per Cristo Iesú mio?
Amor, tu m’hai creata—per la tua cortesia,
ma so villana stata—per la mia gran follia,
fuor de la mia contrata—smarrita aggio la via,
la vergine Maria—me torni all’amor mio.
Anima peccatrice,—co l’hai potuto fare,
o falsa meretrice,—senza lo sposo stare?
Ché sai che esso lo dice:—Chi a me vorrá tornare,
farollo delettare—nello dolce amor mio.—
Occhi miei, piangete,—non cessate a tutte ore,
ché fare lo dovete—per trovar l’amore;
ch’io n’aggio sí gran sete,—che me strugge el core,
de Cristo Salvatore,—ché esso è l’amor mio.
O Pier, Paulo e Giovanni,—lo dolce Evangelista,
Gregorio ed Augustino—e l’amante Battista,
rendeteme l’amore—ch’io non sia sí trista,
morragio s’io sto in quista—ch’io non aggia l’amor mio.
O umile Francesco,—de Dio tutto enfiammato,
che Cristo crucifisso—portasti in cor formato,
priega el mio gran Signore,—ch’io ho tanto aspettato,
che tosto a l’apenato—soccorra l’amor mio.
O crucifisso amore,—recòrdati la lancia,
che te fo data al core—per me trar de pesanza;
donqua ritorna, amore,—non far piú demoranza,
fallami la speranza—s’io non t’ho, amor mio.
Non posso piú soffrire—li tuoi lamenti,
gli amorosi languire—che tu fai spessamente;
or briga de venire,—lieva in alto la mente,
farrotte esser gaudente—del dolce Iesú mio.