—Io fui donna religiosa,—settant’anni fui renchiosa;
iurai a Cristo esser sposa—or so al diavolo maritata.

—Qual è stata la cagione—de la tua dannazione,
ché speravan le persone—che fosse canonizata?

—Non vedeano el magagnato—che nel core era occultato;
Dio, a cui non fo celato,—ha scoperta la falsata.

Vergene me conservai,—el mio corpo macerai,
ad om mai non guardai,—ché non fosse poi tentata.

Non parlai piú de trent’agne—como fon le mie compagne;
penetenze fece magne,—piú che non ne fui notata.

Degiunar mio non esclude—pane ed acqua ed erbe crude,
cinquant’anni entier compiude—degiunar non fui alentata.

Cuoi de scrofe toserate,—fun de pelo atortigliate,
cerchi e veste desperate—cinquant’anni cruciata.

Sostenetti povertate,—freddi, caldi e nuditade;
non avi l’umilitate,—però da Dio fui reprovata.

Non avi devozione—né mentale orazione;
tutta la mia entenzione—fo ad essere lodata.

Quando udía chiamar la santa,—lo mio cor superbia enalta;
or so menata a la malta—con la gente desperata.