Honne bona conscienza—che ’l morir te fo en pazienza;
confessasti tua fallenza—absoluto dal prelato.

Or ecco iá la questione:—se avesti contrizione,
quella ch’è vera onzione—che destegne lo peccato.

Or sei ionto a la scola—ove la veritá sola
iudica omne parola—e demostra omne pensato.

Or sei ionto a Collestatte—do’ se mostra li toi fatte;
le carte son fore tratte—del mal e ben c’hai oprato.

Ché non giova far sofismi—a quelli forti siloismi,
né per corso né per risme—che lo vero non sia apalato.

Conventato se’ en Parese—a molto onor e grande spese;
ora èi ionto a quelle prese—che stai en terra attumulato.

Aggio paura che l’onore—non te tragesse de core
a tenerte lo menore—fratecello desprezato.

Dubito de la recolta—che dal debito non sia sciolta,
se non pagasti ben la colta—che ’l Signor t’ha comandato.

XVIII
Como l’omo è acecato dal mondo

Omo, tu se’ engannato,—ché questo mondo t’ha cecato.