La relion te dá una ensegna—co se fa al balío;
ma quel che dal suo officio s’enfegna,—la corte el voca rio;
ed una gran catena glie mette en canna
che onom banna—e vengal a vedere.

Ch’aggio pate sí iusto e beato,—somene ensuperbito;
ma quanto da sua via so delongato,—al mondo s’è scoprito;
colui che ne la neve fa sozura,
la sua fattura—se vorrá bannire.

L’omo che è cieco dal peccato—ed ha gente a guidare,
spesse fiade la guida nel fossato—e falle tralipare;
e s’egli è omo che vol predecare,
lo suo parlar—emprima de’ adempire

Lo falso Nemico s’è engegnato—a toller povertate,
el suddito sí lega col prelato—ne la sua volontate;
colui che t’ha tolta la povertate,
la castetate—te fará perdire.

Li nostri guidator de la bataglia—sí so en tradimento;
e li gonfalon de la sembiaglia—sí so en cademento;
o sire Dio, aiuta la sconfitta;
la gente afflitta—ed o’ porrá fugire?

Erance forteze smesurate—poste en grand’altura;
ma l’acque del diluvio son passate—de sopra le lor mura;
ed ène tolto el vigor del notare:
lo santo orare—che ne potea guarire.

XXXI
Como la curiosa scienzia e l’ambizione
sono destruttive de la puritá

Tale qual è, tal è;—non c’è religione.

Mal vedemmo Parisci—c’hane destrutto Ascisi;
con la lor lettoría—messo l’ò en mala via.

Chi sente lettoría,—vada en forestaría;
gli altri en refettorio—a le foglie coll’olio.