Amor che non è saggio,—de prudenza vestito,
non pò veder gli eccessi,—però ch’è ensanito;
rompe legge e statuti—ed omne ordenato rito,
dice che è salito—a nulla legge servare.

O amor enfedele,—errato de la via,
non repute peccato—nulla cosa che sia;
va seminando errori—de pessima resía;
tal falsa compagnia—onom degia mucciare.

Amor senza speranza—non viene a veritate;
non pò veder la luce—chi fugge claritate;
co pò amar lo cielo—chi en terra ha sua amistate?
non dica libertate—om senza legge stare.

O caritate, vita,—ch’ogn’altro amor è morto;
non vai rompendo legge;—nante, l’observe tutto;
e lá ’ve non è legge—a legge l’hai redutto;
non pò gustar lo frutto—chi fugge el tuo guidare.

Omne atto si è liceto;—ma non ad onnechivigli;
al preite sacrificio,—a moglie e marito figli;
al potestate occidere,—al iudece consigli;
a li notari libigli,—a medici el curare.

Non è ad ogne om licito—d’uccidere ladrone;
la potestá ha officio—dannarlo per ragione;
a l’occhio non è congruo—de far degestione,
né al naso parlagione—né a l’orecchie andare.

Chi vive senza legge,—senza legge perisce;
correndo va a lo ’nferno—chi tal via sequisce;
loco sí s’accumula—omne cosa ch’encrisce;
chi ensemora fallisce,—ensemora ha penare.

XXXIV
De la differenzia intra el vero e falso amore,
ed intra la scienzia acquisita ed infusa

O libertá, subietta—ad omne creatura,
per demostrar l’altura—che regna en bonitate.

Non pò aver libertate—omo ch’è vizioso,
che ha perduto l’uso—de la sua gentileza;
lo vizio sí lega—legame doloroso,
diventa fetidoso—e perde la forteza;
deforma la belleza—ch’era simile a Dio,
e fasse om sí rio—che lo ’nferno ha redetate.