Sopr’omne uso e ragione—aver concezione,
senza corruzione—femena gravedata.

Sopre ragione ed arte—senza sementa latte,
tu sola n’hai le carte—e sènne fecundata.

O pregna senza semina,—non fu mai fatt’en femina,
tu sola sine crimina,—null’altra n’è trovata.

Lo verbo creans omnia—vestito è ’n te Virginia,
non lassando sua solia,—divinitá encarnata.

Maria porta Dio omo,—ciascun serva ’l suo como;
portando sí gran somo—e non essere gravata.

O parto enaudito,—lo figliol partorito
entro del ventre uscito—de matre segellata!

A non romper sogello—nato lo figliol bello,
lassando lo suo castello—con la porta serrata!

Non siría convegnenza—la divina potenza
facesse violenza—en sua cas’albergata.

O Maria, co facivi—quando tu lo vidivi?
or co non te morivi—de l’amore afocata?

Co non te consumavi—quando tu lo guardavi,
ché Dio ce contemplavi—en quella carne velata?