Bona fronte glie porta ’nante—chi ha ’l prossimo en amore;
se glie pete perdonanza—che sia stato peccatore,
fali piena lo Signore—e la grazia sua li dona;
questa perdonanza bona—con la sua s’è acompagnata.

La sesta che no ne lasse—enducere en tentazione;
ché se esso n’abandona,—sem menati a la pregione:
carne, mondo, li demòne—ciascun fa sua legatura,
en quanta ne mena bruttura—lo mio cor non l’ha stimata.

Se ’l Signor con noi demora,—piovan, nenguan le battaglie,
ciascuna ne dá guadagno—de vittoria en travaglie;
fa fugar quelle sembiaglie—de quigli forti nemici,
fanne deventar felici—la sua bona compagnata.

La settima orazione—che ne campi dagli mali,
de le colpe e degl peccati—che è fuore d’enfernali,
e de mali exterminali—che stan giú in quella fornace:
omne cosa che despiace—loco sí sta cumulata.

XLV
Como Dio appare ne l’anima en cinque modi

En cinque modi appareme—lo Signor en esta vita;
altissima salita—chi nel quinto è entrato.

Lo primo modo chiamolo—stato timoroso,
lo secondo pareme—amor medecaroso,
lo terzo amore pareme—viatico amoroso,
lo quarto è paternoso,—lo quinto è desponsato.

Nel primo modo appareme—nell’alma Dio Signore;
da morte suscitandola—per lo suo gran valore,
fuga la demonia—che me tenean ’n errore,
contrizion de cuore—l’amor ci ha visitato.

Poi vien como medico—ne l’alma suscitata,
confortala ed aiutala,—ché sta sí vulnerata;
le sacramenta ponece—che l’hanno resanata,
ché l’ha cusí curata—lo medico ammirato.

Como compagno nobile—lo mio amor apparuto,
de trarme de miseria—donarme lo suo aiuto,
per le virtute mename—en celestial saluto;
non degio star co muto,—tanto bene occultato.