LXIII. — DAGLI ANIMALI ALL’UOMO VI È UN LENTO TRAPASSO.
Fa uno particulare trattato nella descrizione de’ movimenti delli animali di quattro piedi, infra li quali è l’omo, che ancora lui nella infanzia va con quattro piedi.
LXIV. — L’EVOLUZIONE DELLA MODA.
Alli miei giorni mi ricordo aver visto, nella mia puerizia, li omini e piccoli e grandi avere tutti li stremi de’ vestimenti frappati in tutte le parti sì da capo, come da piè e da lato; e ancora parve tanto bella invenzione, a quell’età, che frappavano ancora le dette frappe, e portavano li cappucci in simile modo e le scarpe e le creste frappate, che uscivano dalle principali cuciture delli vestimenti, di varî colori.
Di poi vidi le scarpe, berrette, scarselle, armi, — che si portano per offendere, — i collari de’ vestimenti, li stremi de’ giubboni da piedi, le code de’ vestimenti, e in effetto infino alle bocche, di chi volean parer belli, erano appuntate di lunghe e acute punte.
Nell’altra età cominciorno a crescere le maniche e eran talmente grandi, che ciascuna per se era maggiore della veste; poi cominciorno a alzare li vestimenti intorno al collo tanto, ch’alla fine copersono tutto il capo; poi cominciorno a spogliarlo in modo, che i panni non potevano essere sostenuti dalle spalle, perchè non vi si posavan sopra.
Poi cominciorno a slungare sì li vestimenti, che al continuo gli uomini avevano le braccia cariche di panni, per non li pestare co’ piedi; poi vennero in tanta stremità, che vestivano solamente fino a’ fianchi e alle gomita, e erano sì stretti, che da quelli pativano gran supplicio e molti ne crepavano di sotto; e li piedi sì stretti, che le dita d’essi si soprapponevano l’uno all’altro, e caricavansi di calli.
LXV. — UN DISCEPOLO DI LEONARDO: GIACOMO.[143]
A dì 23 d’aprile 1490 cominciai questo libro, e ricominciai il cavallo.
Jacomo venne a stare con meco il dì della Maddalena nel 1490, d’età d’anni 10.