Ma che bisogna, ch’io m’astenda in sì alto e lungo discorso? qual è quella cosa, che per lui non si faccia? Ei move li omini dall’Oriente all’Occidente; questo ha trovato la navigazione; e in questo supera la natura, che li semplici naturali [le varietà minerali, vegetali e animali] sono finiti, e l’opere, che l’occhio comanda alle mani, sono infinite, come dimostra il pittore nelle finzioni d’infinite forme d’animali e erbe, piante e siti.
XXIII. — COME LA MUSICA SI DEE CHIAMARE SORELLA E MINORE DELLA PITTURA.
La Musica non è da essere chiamata altro, che sorella della Pittura, conciossiachè essa è subbietto dell’audito, secondo senso all’occhio, e compone armonia con la congiunzione delle sue parti proporzionali, operate nel medesimo tempo, costrette a nascere e morire in uno o più tempi armonici; li quali tempi circondano la proporzionalità de’ membri, di che tale armonia si compone, non altrementi, che si faccia la linea circonferenziale [il contorno] le membra, di che si genera la bellezza umana.
Ma la Pittura eccelle e signoreggia la Musica, perchè essa non more immediate dopo la sua creazione, come fa la sventurata Musica, anzi resta in essere, e ti si dimostra in vita, quel che in fatto è, una sola superfizie.
O maravigliosa scienza, tu riservi in vita le caduche bellezze de’ mortali, le quali hanno più permanenza, che le opere di natura, le quali al continuo sono variate dal tempo, che le conduce alla debita vecchiezza! e tale scienza ha tale proporzione con la divina natura, quale hanno le sue opere con le opere di essa natura, e per questo è adorata.
XXIV. — PITTURA E MUSICA.
Quella cosa è più degna, che saddisfa a miglior senso: adunque la Pittura saddisfattrice al senso del vedere, è più nobile della Musica, che solo saddisfa all’audito.
Quella cosa è più nobile, che ha più eternità; adunque la Musica, che si va consumando, mentre ch’ella nasce, è men degna della Pittura, che con vetri [Vedi sopra al n. V] si fa eterna.
Quella cosa, che contiene in se più universalità e varietà di cose, quella fia detta di più eccellenza: adunque la Pittura è da essere preposta a tutte le operazioni; perchè è contenitrice di tutte le forme, che sono, e di quelle, che non sono in natura, è più da essere magnificata e esaltata, che la musica, che solo attende alla voce.
Con questa si fa i simulacri alli Dii; dintorno a questa si fa il culto divino, il quale è ornato con la Musica, a questa servente; con questa si dà copia alli amanti della causa de’ loro amori; con questa si riserva le bellezze, le quali il tempo e la genitrice natura fa fuggitive; con questa noi riserviamo le similitudini degli omini famosi. E se tu dicessi: — la Musica s’eterna con lo scriverla —; il medesimo facciamo noi qui colle lettere.