Ciò ch’è visibile è connumerato nella scienza della pittura.
II. — ORIGINE DELLA PITTURA.
Come la prima pittura fu sol d’una linia, la quale circondava l’ombra dell’omo, fatta dal sole ne’ muri.
III. — COME ’L PITTORE È SIGNORE D’OGNI SORTE DI GENTE E DI TUTTE LE COSE.
Se ’l pittore vuol vedere bellezze, che lo innamorino, egli n’è Signore di generarle; e se vuol vedere cose mostruose, che spaventino, o che sieno buffonesche e risibili, o veramente compassionevoli, ei n’è Signore e Dio; e se vuol generare siti e deserti, lochi ombrosi o foschi, ne’ tempi caldi, esso li figura, e così lochi caldi, ne’ tempi freddi. Se vuol valli, se vuole delle alte cime de’ monti scoprire gran campagna, e se vuole, dopo quelle, vedere l’orizzonte del mare, egli n’è Signore, e se delle basse valli vuol vedere gli alti monti o de li alti monti le basse valli e spiaggie. E in effetto ciò ch’è nell’universo per essenza, frequenza o immaginazione, esso lo ha prima nella mente e poi nelle mani; e quelle sono di tanta eccellenza, che in pari tempi generano una proporzionata armonia in un solo sguardo, qual fanno le cose.
IV. — LA PITTURA È UNA SECONDA CREAZIONE.
Chi biasima la Pittura, biasima la natura, perchè l’opere del pittore rappresentano l’opere d’essa natura, e per questo il detto biasimatore ha carestia di sentimento.
V. — COME IL PITTORE NON È LAUDABILE SE QUELLO NON È UNIVERSALE.
Alcuni si po’ chiaramente dire che s’ingannano, i quali chiamano bono maestro quello pittore, il quale sol fa bene una testa o una figura. Certo e’ non è gran fatto che studiando una sola cosa tutt’il tempo della sua vita, che non ne venga a qualche perfezione.
Ma conoscendo noi, che la pittura abbraccia e contiene in sè tutte le cose, che produce la natura, e che conduce l’accidentale operazione degli omini, e in ultimo ciò che si po’ comprendere con gli occhi, mi paro uno tristo maestro quello, che solo una figura fa bene.